giovedì, gennaio 26

L'esigenza di schierare i caccia-bombardieri F-35

Appena a largo, quando Civitavecchia è scomparsa alla vista, da poppa Staffan de Mistura e il comandante della portaerei, l'ammiraglio Luigi Binelli Mantelli, hanno lasciato cadere in mare una corona d'alloro per ricordare le vittime della Costa Concordia.

Il picchetto è sugli attenti, la tromba suona il silenzio, le pale degli elicotteri oscillano al vento, qualcuno tra gli ambasciatori a bordo non nasconde la commozione. Alle nostre spalle, sull'isola, la torre alta che finisce con l'antenna, spicca il motto: «In arduis servare mentem».

Esattamente quello che non è successo all'Isola del Giglio che è davanti a noi a circa 40 miglia marine. Lo raccomandava Orazio di conservare la lucidità nei momenti difficili. Impossibile non accostare le due navi. Lo fa, infatti, il sottosegretario agli Esteri Staffan de Mistura.

«Una tragedia, ma l'Italia è altro da questo». Un messaggio che i 37 rappresentanti diplomatici saliti a bordo hanno apprezzato. «Da una nave di eccellenza come questa - dice il sottosegretario - abbiamo voluto ricordare con dolore la tragedia, la nostra solidarietà alle vittime, ma anche ricordare che l'efficienza deve essere collegata con un buon addestramento e che molti, molti italiani hanno fatto la loro parte in quella occasione».

Con queste parole è iniziata la breve navigazione per mostrare le potenzialità che ha questo gioiello della Marina mihtare, una delle due portaerei che ha l'Europa, agli ospiti della Cavour per l'iniziativa «Ambasciatori a bordo». La nostra ammiraglia, per le possibilità operative, coniuga 1 esigenza di mantenere l'efficienza della forza navale italiana e i tagli alla Difesa dovuti alla crisi.

«Tutte le nazioni - dice il rappresentante della Farnesina - dovranno fare attenzione a una situazione economica difficile. Credo che la "Cavour" in qualche maniera sia la risposta in questo senso. Come mantenere l'eccellenza e nello stesso tempo risparmiare». La nave, infatti, è una unità multiuso: può essere impiegata come portaerei, come centro comando, come base per operazioni anfibie, come nave ospedale in casi di calamità e per fermare i pirati.

Ieri al largo di Civitavecchia è stata solo una spettacolare dimostrazione: uomini arenati si calano su una nave dall'elicottero Nh 90. Scendono sul ponte della Duilio che affianca la nave a dritta, ma lo stesso potrebbe accadere e accade quando si tratta di ispezionare a largo una nave perché sospetta. Il Bh 101, invece, scende sul ponte e lascia un ferito. È una dimostrazione, ma ad Haiti è successo davvero, quando questo stesso ponte ha fatto spazio al dolore e alle lacrime degli haitiani.

I due Harrier AV8-B Plus a decollo verticale fanno acrobazie entusiasmando tutti. È stato utile averle fatte anche in scenari di guerra. Il progetto è sostituirli con gli F-35. Lammiraglio Luigi Binelli Mantelli assicura che il «Programma JSF» che si riferisce a questi aerei va avanti: «Il progetto - spiega - è eminentemente aeronautico: l'aviazione militare ha bisogno di questo veivolo per il suo futuro.

La Marina si è aggregata a questo programma perché ha l'esigenza di sostituire gli attuali Harrier. Il nuovo aereo moltiplica le nostre capacità, sicuramente almeno le raddoppia rispetto a quelle attuali e serve anche a completare le capacità della portaerei». Il sole tramonta quando la nave rientra in porto. Sbarcano tra gli ambasciatori anche quelli di nazioni che hanno beneficiato di queste nostre capacità. Potrebbero dirci quanto questi nostri mezzi li hanno aiutati a crescere.