giovedì, gennaio 26

"Ottimo lavoro, Leon". Navy Seal in Somalia.

I servizi segreti americani battono i servizi francesi sul loro campo tradizionale, l'Africa. Si è dovuto aspettare fino al mattino per scoprire perché martedì sera il presidente americano, Barack Obama, prima del discorso sullo stato dell'Unione, si è congratulato a microfoni aperti con il segretario alla Difesa, Leon Panetta. Nella notte del Corno d'Africa, otto ore più avanti rispetto al fuso orario di Washington, una squadra di Navy Seal a bordo di due elicotteri aveva appena liberato due ostaggi in mano ai pirati del nord della Somalia, grazie a informazioni precise.

Dopo uno scontro a fuoco Jessica Buchanan, una bionda fotogenica di 32 anni, americana, e Poul Hagen Thisted, di 60, danese, sono stati trasportati via, verso la base americana di Gibuti, illesi. Nove pirati sono stati uccisi e cinque catturati. I due lavorano per un'ong che si occupa di sminamento ed erano stati catturati il 25 ottobre scorso, "per costringere gli Stati Uniti a ritirare le navi da guerra che sorvegliano le rotte commerciali", avevano detto i rapitori.

Il governatore della regione di Galmudug, Mohamed Ahmed Alim, conferma la presenza di dodici elicotteri americani ancora sulle piste dell'aeroporto della capitale locale, Galkayo, e parla di negoziati in corso per il rilascio di un terzo ostaggio, un giornalista americano sequestrato sabato. Torna l'Obama a cui piace giocare il ruolo del freddo, come già era successo ad aprile, quando diede l'ordine di attaccare il covo di Bin Laden e poi intrattenne i giornalisti durante una serata di gala con la stampa, in tight e sorrisi e candore.

Imperturbabile come Michael Corleone nel "Padrino", scrisse Maureen Dowd sul New York Times. In Africa orientale il presidente può contare su una rete combinata di intelligence e militari che ormai supera i servizi segreti francesi, tradizionalmente più avanti di tutti gli altri sul grande continente, anche se loro sono proiettati di più sulla costa a occidente - grazie ai legami con le ex colonie.

Cinque giorni prima del blitz per la liberazione degli ostaggi, un capo di al Qaida è stato ucciso da un aereo senza pilota vicino a Mogadiscio. Secondo il Guardian la posizione del libanese con passaporto inglese Bilal al Berjawi è stata rintracciata grazie a un suo errore, poche ore prima avrebbe fatto una telefonata a Londra, sul cellulare della moglie che aveva appena partorito. Berjawi, difeso in contumacia da avvocati inglesi per reati di terrorismo, evitava di entrare in contatto con loro per non esporsi a questo tipo di rischi.

L'ultima volta era stato avvistato in Kenya, a Nairobi, dove si era rifugiato dopo essere stato ferito durante alcuni bombardamenti dal cielo nel luglio 2011 imputabili - ancora una volta - agli americani e alla loro caccia. La Cia e i militari che lavorano assieme (per questo sono arrivati i complimenti a Panetta) hanno buoni contatti? E' verosimile.

Nel luglio 2011 il settimanale americano The Nation ha descritto in un lungo articolo le operazioni dei servizi americani in Somalia, la mezza dozzina di edifici e gli otto hangar incorporati all'aeroporto internazionale Aden Adde di Mogadiscio che è la zona relativamente più sicura della capitale (perché alle spalle ha l'oceano Indiano), e una seconda base nascosta nell'edificio della Agenzia di sicurezza del governo so- malo, da dove fanno sapere: "Gli americani sono i nostri più grandi finanziatori.

E pagano anche molti agenti locali sul campo, 200 dollari al mese che qui è una cifra importante, per tenere d'occhio che cosa succede in giro". Ci sono altri contatti. Il presidente del Puntland (che è la regione semiautonoma dove ieri è avvenuto il blitz dei Navy Seal) è Abdirahman Mohamed Mohamud, conosciuto anche come Farole, e a novembre ha autorizzato Stephen Heifetz, della Steptoe & Johnson LLP, a rappresentare lo stato a Washington come lobbista in materia di sicurezza e guerra ai pirati.

Heifetz è un alleato potente, scrive il sito specializzato Africa Intelligence. Ex uomo della Cia negli anni Novanta, poi al dipartimento di Giustizia e a quello della Sicurezza interna (tra il 2006 e il 2010). La Direction générale de la Sécurité Extérieure si sta muovendo invece con meno sicurezza.

A ottobre il rapimento della paraplegica Marie Dedieu da un resort nel Kenya, nonostante le ricerche frenetiche sulla costa della Somalia e i combattimenti ingaggiati dai commando francesi del Commandement des opérations spéciales - negati dal governo di Parigi - è finito con la morte dell'ostaggio e la furia del presidente Nicolas Sarkozy, altro che "Padrino" americano, a detta dei ministri che erano accanto a lui quando arrivò la notizia.

A nord ci sono movimenti - elicotteri francesi con a bordo negoziatori sono stati visti atterrare all'aeroporto di Hargeisa - e pressioni sul governo del Puntland, perché organizzi uno scambio di prigionieri per liberare un agente dell'intelligence francese, Denis Allex, rapito a Mogadiscio nel 2009. Per ora le pressioni sono state inutili.