Tuesday, August 31

BENE HA FATTO BERLUSCONI

Il presidente del Copasir Massimo D’Alema vuole convocare Silvio Berlusconi . Il responsabile del Comitato parlamentare sull’attività dei servizi segreti, secondo le dichiarazioni della sua portavoce Daniela Reggiani , pubblicate oggi sul Secolo XIX, assicura che non sottovaluterà le denunce sull’ipotesi di servizi segreti deviati all’opera per spiare avversari politici. La portavoce di D’Alema aggiunge che “l’ultimo tentativo fallito di sentire il premier è del 29 luglio scorso. Non si è mai presentato. Neppure dopo il sollecito inviato attraverso il sottosegretario Gianni Letta ”.

Saturday, August 28

Hypo Bank Italia sta per cambiare proprietà. E nome

Hypo Bank Italia è in vendita. La decisione è ufficiale, così come ufficiale è la scadenza dell’operazione: il prossimo anno. Entrambe le informazioni sono contenute in un piano di ristrutturazione della holding carinziana cui Hypo Italia appartiene, un documento di 150 cartelle che è stato presentato alla Commissione dell’Ue e al ministro delle finanze Joseph Pröll. Come è noto, infatti, in dicembre il gruppo è stato nazionalizzato, per evitarne il fallimento, e nel salvataggio lo Stato ha dovuto sborsare 1,6 miliardi di euro, che per un Paese piccolo come l’Austria equivalgono quasi a una manovra finanziaria.
Il titolo completo del piano suona “Umstrukturierung 2010, Business-Plan und Szenarien”. Non c’è bisogno di traduzione per comprenderne il significato: contiene una fotografia della situazione, un piano per porvi rimedio e alcune tracce degli scenari futuri, da cui emerge con chiarezza una sola cosa: per ben che vada, quando Hypo Group sarà rimesso in piedi e rivenduto (si spera nel 2014), potranno essere ricavati al massimo 1,2 miliardi. Gli altri 400 milioni, o forse molti di più, resteranno a carico dello Stato. Per questa ragione il settimanale economico “Format” ha dedicato alla vicenda la copertina, proponendo la foto di una lapide cimiteriale con il titolo “Hypo, tomba miliardaria”.
L’operazione di salvataggio, ovviamente, ha messo in allarme Bruxelles. Pröll e il management di Hypo Group devono poter dimostrare all’Ue che la banca è in grado di reggersi da sola e che l’aiuto dello Stato non pregiudica la concorrenza sul mercato europeo. In questo senso va interpretata la vendita di Hypo Italia. Non perché vada male, ma perché entro il 2014 Hypo Group deve dimezzare il suo volume di bilancio, liberandosi di alcune attività non strettamente bancarie (per esempio nel campo immobiliare e turistico) e riducendo la sua presenza sul territorio.
La cessione della controllata italiana rientra in questo disegno. Liberarsene, significa togliere 5,1 miliardi dal volume di bilancio che a livello di gruppo ammonta a 41,1 miliardi. Dal piano di ristrutturazione emerge che alla fine dell’operazione, nel 2014, la holding carinziana sarà ancora presente soltanto in Slovenia, Croazia, Serbia e Bosnia. Tutto il resto dovrà essere venduto.
Sul territorio austriaco il ridimensionamento è già in corso: in marzo sono state chiuse le sedi di Linz e di Innsbruck; in questi giorni sono stati chiusi tre sportelli nella Lavantal (Carinzia orientale). Ma è previsto il ritiro anche da Vienna e Salisburgo. Alla fine, le filiali in Austria scenderanno da 22 a 13.
Accadrà lo stesso anche per le filiali italiane? Impossibile rispondere, perché tutto dipende dal compratore. Attualmente circola il nome di un’altra banca austriaca, di livello nazionale, che sarebbe interessata a un’espansione nel nostro Paese, subentrando a Hypo Group. Può ben darsi che alla nuova proprietaria convenga mantenere la rete di sportelli esistente.

Resta in carcere l’ex direttore generale di Hypo Group

Wolfgang Kulterer, direttore generale di Hypo Group Alpe Adria fino al 2006, resta in carcere. Il giudice Oliver Kriz ha esaminato le motivazioni dell’arresto disposto dalla Procura e ha ritenuto di convalidarle, perché sussisterebbe il pericolo di fuga dell’imputato (dopo l’uscita da Hypo Group, Kulterer ha trasferito le sue attività e i suoi beni in Gran Bretagna) e per il timore che possa esercitare pressioni sui testimoni, inquinando così le indagini. Questo secondo pericolo esclude che possa beneficiare della libertà su cauzione, che non gli verrebbe comunque concessa, perché per il reato di cui è accusato – corrisponde a quello italiano di infedeltà patrimoniale, previsto dal nostro ordinamento nel Codice civile, mentre in Austria se ne occupa il Codice penale, essendo considerato alla stregua dell’appropriazione indebita, se non addirittura della truffa – è prevista una pena detentiva fino a 10 anni (la libertà può essere concessa soltanto se la pena non supera i 5).

Kulterer era stato arrestato venerdì mattina nella sua abitazione e trattenuto in una cella del comando di polizia fino a sabato sera, per essere interrogato. Poi era stato trasferito nel carcere giudiziario di Klagenfurt. La legge austriaca prevede a questo punto l’intervento entro 48 ore del giudice, per confermare o meno l’arresto. Kulterer non ha dovuto aspettare così a lungo. Il giudice Kriz, di turno nel giorno di Ferragosto, lo ha sentito subito, disponendo per la sua permanenza in carcere. Il legale di Kulterer, Ferdinand Lanker, ha rinunciato a presentare ricorso, per cui il provvedimento detentivo è diventato così immediatamente efficace.

Sull’imputazione si sono appresi ieri maggiori dettagli. L’ex direttore generale di Hypo Group, uno degli uomini un tempo più potenti della Carinzia, cui persino Haider doveva rivolgersi per vedersi finanziare i suoi progetti o le sue campagne elettorali, è accusato di aver concesso crediti senza sufficienti garanzie, causando così danni ingenti alla holding bancaria. Vengono indicati, in particolare, due casi: un finanziamento alla compagnia aerea Styrian Spirit, fortemente voluta da Haider e poi fallita, e un prestito concesso a un certo Dietmar Guggenbichler, investigatore privato, poi anche lui fallito. Quest’ultimo, dopo una telefonata di Haider a Kulterer, aveva ricevuto un credito di 150.000 euro, mai restituito. L’ex direttore è inoltre accusato di aver reso falsa testimonianza, nel 2007, allorché aveva deposto davanti alla prima commissione d’inchiesta su Hypo Group istituita dal Land.

Come si vede, la vicenda di Kulterer si intreccia molto con quella del defunto governatore. Jörg Haider aveva consentito l’incontrollata espansione di Hypo Group nel Balcani, concedendo alla holding una garanzia fino a 25 miliardi di euro (una follia se si pensa che il Land, con 2,5 miliardi di debito, è quasi alla bancarotta e mai avrebbe potuto onorare tale garanzia, tant’è vero che al momento dell’emergenza è dovuto intervenire lo Stato). In cambio, Hypo Group era diventata per lui una sorta di bancomat, cui attingere a piene mani per finanziare eventi turistici e progetti ambiziosi, come quello deficitario dello Schlosshotel, ora in vendita per 60 milioni (la metà di quelli investiti.

Scandalo Hypo Group, su Haider sospetti di corruzione

Dall’inchiesta giudiziaria in corso sullo scandalo Hypo Group Alpe Adria emerge ora anche un caso di corruzione. Per acquistare la holding carinziana la Bayern Lb avrebbe dovuto “comprare” anche il consenso di Jörg Haider, governatore del Land che allora era il principale azionista del gruppo. Per il suo “sì” Haider avrebbe incassato 2 milioni. In altre parole, la Bayern Lb avrebbe corrotto Haider per convincerlo a cedere la quota del Land o, che è la stessa cosa, Haider avrebbe preteso dalla Bayern Lb quella tangente in cambio del suo avallo all’operazione.

Se ne sta occupando ora la Procura generale di Monaco, cui peraltro interessa poco sapere se Haider fosse un corrotto o un corruttore. Haider è morto e defunto e ai magistrati bavaresi preme soprattutto scoprire come mai la principale banca del loro Land abbia speso una barca di soldi per comprare un gruppo rivelatosi poi un carrozzone pieno di debiti. E come mai l’acquisto non fosse stato preceduto da una doverosa perizia, che avrebbe evitato di scambiare per oro quella che era solo una patacca. L’operazione – tra acquisto di quote, ricapitalizzazioni e cessione allo Stato austriaco – è costata alla Bayern Lb oltre 3,5 miliardi di euro. E poiché la Bayern Lb appartiene al Land Baviera, il salasso rischia di far chiudere in rosso i bilanci del secondo. Pensate: stiamo parlando della Baviera, il Land più ricco della Germania, la Lombardia tedesca.

In questo turbinio di miliardi, i 2 milioni intascati da Haider sembrano poca cosa, ma sono un segnale di un certo modo di governare. Per capire meglio quel che è accaduto – o sarebbe accaduto – bisogna tornare all’estate 2007, quando è in corso l’operazione di passaggio di Hypo Group Alpe Adria dai vecchi proprietari (Land Carinzia, Grawe, Tilo Berlin) alla Bayern Lb. A Klagenfurt è in costruzione uno stadio megagalattico per ospitare tre partite tre degli Europei di calcio in calendario l’anno dopo. Ma proprio nel 2007 il Fc Kärnten, squadra di calcio della Carinzia, è stata retrocessa. Come giustificare uno stadio da 85 milioni di euro quando la più importante squadra di casa è in serie B o C?

Ci pensa Haider, che ha fatto dell’immagine il principale strumento del suo successo politico. In Alta Austria c’è una squadra di serie A, il Pashing, che non ha i soldi per sostenere i costi di un campionato in prima serie. Haider decide di comprarla: si chiamerà Sk Austrian Kärnten (quell’”Austrian” davanti a Kärnten serve a darle più lustro) e d’un sol colpo farà rimbalzare la Carinzia in serie A. Presidente diventerà Mario Canori, amico stretto di Haider che nella vita privata vende biancheria intima da donna, vicepresidente la moglie Claudia.

Naturalmente né Haider, né il Fc Kärnten hanno i soldi per acquistare i diritti della serie A dal Pasching. Ed è in questo momento che spunta la soluzione Bayern Lb. Tutto avviene in gran segreto. Haider, come già aveva fatto in altre occasioni, parla di sponsor che desiderano mantenere l’anonimato, senza mai menzionare la Bayern Lb. Fatto sta che in agosto – a questo punto la cessione di Hypo Group ai bavaresi è già avvenuta, manca soltanto il “closing” definitivamente fissato per metà ottobre, ma sul quale Haider non ha più voce in capitolo – Hypo Group annuncia la sponsorizzazione con 5 milioni di euro allo Sk Austria Kärnten, avendo in cambio l’intitolazione del nuovo megastadio, che per dieci anni si chiamerà “Hypo Group Arena”.

Che di quei 5 milioni parte fossero stati già sborsati dalla Bayern Lb per corrompere Haider erano corse voci già allora, confermate del resto dallo stesso portavoce del governatore, Stefan Petzner: “Per quel che sappiamo – aveva dichiarato allora – una parte del denaro viene dalla Bayern Lb, come segnale positivo che è sua intenzione investire”. Poi non se ne fece più parola fino ai giorni nostri, fino a quando cioè la Procura generale di Monaco non apre l’inchiesta sull’acquisto di Hypo Group. Interpellata dalla “Kleine Zeitung” di Klagenfurt, Barbara Stockinger, che è a capo della Procura, ha dichiarato: “Stiamo indagando su un’ipotesi di corruzione, se cioè Jörg Haider abbia condizionato il suo assenso alla vendita di Hypo Group alla Bayern Lb a una sponsorizzazione calcistica nell’ordine di due milioni di euro”.

Questa l’ipotesi dell’accusa. Da Canori, presidente del Sk Austrian Kärnten, si sa che i 5 milioni della sponsorizzazione sono stati così utilizzati: 3,5 per comprare dal Pshing i diritti di trasferimento in serie A, 1,5 per salvare il Fc Kärnten dal fallimento, il restante mezzo milione per finanziare il Sk Austrian Kärnten. La quale società si trova attualmente in fondo alla classifica di serie A, in procinto di uscire di scena. Lo scandalo Hypo Group, invece, sta appena per entrarvi.

Kosovo Romas forced to leave Germany for their inhospitable homeland


France's crackdown on the Roma community has been criticized by the UN. However, the flow of Romas has caused a growing racist and xenophobic tone not only in France. Deportation. There is no uglier word to the inhabitants of Rosenwinkel. Over the last twenty years, Roma families from Kosovo have lived in this suburb of the provincial town of Gottingen as refugees. Now, almost all must leave. Like other Roma neighbourhoods in Germany, this one in Gottingen is impoverished, but at least it gave its inhabitants a refuge from the worst of the Balkan conflicts. Now, what little these people have, they are about to lose. Djulijetta Tahiri escaped from Kosovo eighteen years ago. Her children have never been there and speak German among themselves. She shows them pictures of her husband, though she says they are forgetting what he looks like. He was deported to Kosovo, returned illegally, and then was thrown out again. She also faces deportation, but says she will not follow her husband. “I would rather commit suicide than go back to Kosovo,” she said. “People are starving there. My husband has no job. He cries all the time. He sleeps in a park and his health is bad. There is no life there.” A Roma camp in Kosovo is located next to a toxic slagheap and nine out of ten children there suffer from lead poisoning. Unable to speak the language, most do not go to school. UNICEF say that Roma returning to Kosovo earn one-third less than local residents in what is already Europe's poorest country. “The Roma are totally isolated,” said Roma rights activist Kenan Emini. “The Albanians drove us out and it is not even safe for us to go back, but the Germans do not want us either. 10,000 out of 13,000 of us here have to leave by 2013.” Many Germans say that neigbourhoods like Rosenwinkel are proof that the Roma have not settled well. Few here are employed, housing lacks basic facilities and the crime rate is high, making them an easy scapegoat for nationalists. However, even those who sympathize with the plight of the Roma struggle to help them. As Kosovo is now officially deemed safe for return, the Roma have few legal rights to remain. “These persons were to be helped when the problems arose, so it was only for a temporary stay from the very beginning,” said immigration lawyer Alexander Baron von Engelhardt. “It seems this temporary stay is extending for longer than originally planned.” However, charity with a “best before” date is hard to understand for people who have made this country their homeland, even if it does not want them.

New leads bring fresh FSB ops in south

Five militants have been killed during an anti-terror operation in the capital of Russia's southern republic of Kabardino-Balkaria. The gunmen were cornered in an apartment block in the center of Nalchik during the operation, according to officials. A counter-terrorism emergency plan was activated in the city on Friday evening due to the operation. The men are thought to be members of a group responsible for previous acts of terror and attacks on police officers in the republic. In neighboring Dagestan, four alleged militants were killed in a gunfight with police the same day during a separate operation. However, violence continues in the Caucasus. In the Republic of Dagestan there was an explosion of a car overnight, injuring one person. Also, the head of one of the local election committees was killed. Still, there have been more successful counter-terrorist operations recently. Last week authorities reported terminating Magomed Ali Vagapov, suspected of organizing of numerous acts of terror, including two blasts in the Moscow Metro on March 29, when two female suicide bombers attacked two Metro trains, killing 40 people and injuring over 100 passengers. Security services also managed to acquire Vagapov’s archive, containing valuable information on terrorist activities in Russia and, most importantly, exposing his links to international terrorist organizations. The FSB even announced that they had traced the last international call made by Vagapov on his mobile phone, but refused to reveal the country’s name, most likely to avoid international scandal. The FSB claims they now have all the names of every person in any way connected to the Moscow Metro blasts. They also revealed that the group eliminated in Dagestan was a part of Vagapov’s terror

Serbia ready to talk about resolution

Westerwelle’s visit began with talk with students. That was an opportunity for him to send a clear message before meeting with Serbian top officials that Belgrade has to stop insisting on Kosovo status if it wants integration with the EU. As ‘Blic’ learns from diplomatic sources in Belgrade on the eve of Westerwelle’s visit this clear ultimatum was sent via German high political mediator. ‘Serbia has a perspective in the EU but that does not happen automatically. The path is difficult and criteria are to be fulfilled. There are no new conditions, but there shall be no moderation of criteria either because our citizens would not accept it. A path to the EU is based on a model of cooperation and not a model of confrontation. Who wants to join the EU has to lead balanced policy and not policy of confrontation. The EU and Germany have offered direct talks between Belgrade and Pristina but we are not interested in a conference table in New York but in Brussels, although it now may seem like utopia’, Westerwelle said reminding about the past of difficult relations between Germany and France when cooperation looked like utopia. German Foreign Minister also pointed out that ‘the geographic map of Europe has been finished’, that ‘the independence of Kosovo is a reality’ and that ‘the opinion by the ICJ which confirmed the independence has one meaning only’.  Alone with Tadic
 ‘Blic’ high source said that the meeting with Serbia President Boris Tadic and German Foreign Minister Guido Westerwelle with no presence of any other individual, was marked by two thesis: promise by Westerwelle that Germany shall not set a condition that Serbia has to recognize Kosovo and a conclusion that ‘Serbia and the EU are ready to find a way that a dialog between Belgrade and Pristina for finding solutions is opened through a resolution at the UN’. The same source claims that their meeting was held in a friendly atmosphere characterized by understanding. ‘We are ready for constructive talks on any topic, including resolution, but we cannot support eventual conclusion which would confirm Kosovo independence’, Serbian Foreign Minister Vuk Jeremic said at the mutual press conference with his German counterpart. He also said that ‘Serbia shall not withdraw the resolution it has filed to the UN General Assembly’.‘Serbia cannot become a member of the EU without full support by Germany and that is of key importance’, Jeremic said adding that ‘understanding between Berlin and Belgrade improved after today’s meeting’. Westerwelle’s visit has been seen by both authorities and political analysts in Serbia as very important and as an opportunity that Serbia changes its so far strategy of confrontation over Kosovo and begins negotiations with Kosovo.

Tadić spreman je da prizna Kosovo

Predsjednik Srbije Boris Tadić spreman je da prizna Kosovo ukoliko budu ispunjena njegova tri uslova: eksteritorijalnost pravoslavnih manastira na Kosovu, posebni status za Srbe južno od Ibra te faktičko priznanje statusa quo na sjeveru Kosova, prenio je portal E-novine pisanje “Novog lista”
Riječki dnevnik, pozivajući se na izvore bliske srpskoj diplomatiji, navodi da su novi neočekivani signali upućeni uoči rasprave o Kosovu pred Generalnom skupštinom Ujedinjenih nacija, koja bi trebalo da bude održana polovinom septembra.
Takođe se kaže da su sva tri navedena uslova realno ostvariva. Povodom pitanja manastira primjećuje se da su oni još su od 1999. pod zaštitom međunarodnih snaga i nedostupni lokalnim vlastima i stanovništvu, a tek nedavno neke od njih, poput manastira u Gračanici, počela je da štiti kosovska policija. Model eksteritorijalnosti već je oproban u Grčkoj, gdje status izdvojene cjeline uživa planina Atos, gdje se nalazi manastir Hilandar, tako da na Kosovu ne bi bio postavljen međunarodnopravni presedan.
Što se tiče posebnog statusa za Srbe, to je nešto što je predviđeno već u Ahtisarijevom planu, na osnovu kojeg je Kosovo proglasilo nezavisnost, ali koji Srbija ne priznaje.
Politički predstavnici Srba na tom dijelu Kosova u više navrata su sugerisali kako bi, uz podršku Beograda, bili spremni da prihvate pogodnosti koje im pruža Ahtisarijev plan. Priština je, s druge strane, svjesna da će vjerodostojnost u međunarodnoj zajednici steći samo strogim poštovanjem, pa i stalnim širenjem, prava srpske manjine, navodi “Novi list”.
Primjećuje se da bi treći Tadićev uslov za priznanje mogao biti najveći problem i navodi da bi se \"faktičko priznanje statusa quo\" moglo tumačiti kao podjela Kosova, jer je sjeverni dio sada praktično i teritorijalno odvojen od ostatka zemlje budući da tamo ne djeluju kosovske, nego srpske institucije. Međutim, i taj bi se problem, uz dovoljno mudrosti u Beogradu i Prištini, mogao riješiti, tvrde izvori ”Novog lista”, budući da je u interesu obje strane da se okonča sadašnja neizvjesnost.
U tekstu se zaključuje da je sada samo pitanje političke mudrosti da se postojeća autonomija za Srbe na jugu i usaglašavanje statusa sjevera nazovu primjerenim, svima prihvatljivim imenima, a potom i konkretno sprovedu. \"To je manje pitanje sadržaja, koji praktički već postoji, a više pitanje formulacije\".

Ubica ukrao državne tajne?

Zaposleni u britanskim obavještajnim službama istražuju da li je ubica britanskog špijuna Gareta Vilijamsa iz njegovog stana ukrao državne tajne.
Špijun MI6 Garet Vilijams je početkom nedjelje nađen mrtav u svom londonskom stanu. Ubica je njegovo tijelo nagurao u veliku sportsku torbu i ostavio u kupatilu. Vilijams je bio specijalista za šifre i kodove, a navodno je svoj posao često \"nosio\" kući.
Obavještajci strahuju da je ubica iz Vilijamsovog stana ukrao tajne podatke, koji su se mogli nalaziti na laptopu ili MP3 plejeru te da će ih prodati neprijateljima Velike Britanije, piše “Dejli mejl”. Djelimično raspadnuto tijelo 31-godišnjeg samca, koji je bio strastveni biciklista i zaluđenik za fitnes, pronađeno je na gornjem spratu stana u centru Londona. Pretpostavlja se da je Vilijams ubijen dvije nedjelje prije nego što je njegovo tijelo pronađeno u ponedjeljak. Istražitelji su prekjuče proveli drugi dan u dvosobnom stanu, za koji se vjeruje da ga kao \"sigurnu kuću\" koristi MI6, kako bi utvrdili da li nešto nedostaje.
\"Bez obzira na motive ubistva, postoji velika mogućnost da je nešto ukradeno, a to je potencijalno veliki problem, jer će biti teško utvrditi što je on tačno imao u stanu\", kazao je izvor iz obavještajnih službi.
Već su se počele razvijati i razne teorije o motivima ubistva Gareta Vilijamsa. Jedna teorija kaže da je špijun ubijen zbog svoga posla, dok druge idu u smjeru da su ga ubile organizacije povezane sa Al Kaidom ili talibanima.
Na tijelu špijuna napraviće se toksikološka analiza kako bi se vidjelo je li otrovan, a sumnja se i da je mogao biti ugušen ili zadavljen prije nego ga je ubica ugurao u torbu. Na jednoj od njegovih SIM kartica otkriveni su brojevi agencija za poslovnu pratnju, a u stanu je pronađen pornografski materijal.
Istražitelji će pokušati da otkriju da li je povučeni i tihi ekspert za šifre i kodove vodio dvostruki život koji je krio od njegovih kolega. Već su se pojavile brojne senzacionalne informacije vezane za njegov privatni život, a pominje se i mogućnost da je njegova smrt rezultat seksualne igre koja je pošla naopako.

Crnogorskim „Panterima” pomagala je Italijanka

Japanski istražni organi uspjeli su da otkriju ko je pomogao crnogorskim članovima međunarodne bande Pink Panter Rifatu Hadžiahmetoviću (42) i Radovanu Jelušiću(40) da u junu 2007, nakon pljačke zlatarske radnje u Tokiju, iznesu iz zemlje dijamanate i rubine skinute sa ukradene krune.
Prema pisanju „Japan tajmsa“, u pitanju je Italijanaka P. V. (41) koja je Japan napustila 24. juna 2007, na letu vezanom za Pariz, na kojem je bio i Hadžiahmetović. Ona je, kako se sumnja, dijamante i rubine sakrila u specijalnom odjeljku u torbi sa kojom je napustila zemlju. Kasnije se tokom iste godine Italijanka zajedno sa nepoznatim dilerom dijamanata vratila u Tokio i oni su tada, kako se pretpostavlja, stupili u kontakt sa Hadžiahmetovićem.
On je zajedno sa Jelušićem 14. juna 2007. upao u ekskluzivnu zlataru koja se nalazila u tržnom centru u Ginzi u elitnom dijelu Tokija, odakle su, nakon što su prodavca poprskali suzavcem, iznijeli krunu ukrašenu dijamantima i rubinima, kao i prateću ogrlicu i nakit vrijedan preko 2,3 miliona dolara.
Hadžiahmetović je uhapšen na Kipru u martu 2009. zbog posjedovanja falsifikovanog bugarskog pasoša, a kasnije je prebačen u Španiju zbog navodne umiješanosti u drugoj pljački. Španska vlada je Hadžiahmetovića 14. avgusta ove godine isporučila Japanu koji je za njim raspisao crvenu Interpolovu potjernicu.
Drugi akter ove senzacionalne prljačke, Radovan Jelušić (39) uhapšen je u Rimu u maju ove godine, takođe po Interpolovoj potjernici. On je u trenutku hapšenja kod sebe imao lažni hrvatski pasoš, a njegov identitet potvrđen je upoređivanjem otisaka prstiju i fotografija.
Grupa “Pink Panter”, koju uglavnom čine državljani zemalja bivše Jugoslavije je, po navodima Interpola, posljednjih nekoliko godina ukrala nakit vijedan preko 250 miliona eura u luksuznim prodavnicama nakita širom svijeta.

NJEMAČKI ŠEF DIPLOMATIJE U POSJETI SVIM ZEMLJAMA OSIM CRNOJ GORI

I ako je prije dva dana započeo prvu zvaničnu posjetu zamljama zapadnog Balkana, njemački ministar inostranih poslova Gido Vestervele ipak neće posjetiti Crnu Goru.
Njemački šef diplomatije boravi u svojoj prvoj zvaničnoj posjeti zemljama regiona, a u sklopu svoje trodnevne posjete prje dva dana je posjetio Zagreb, juče Beograd, a za sjutra je planirano da bude u Sarajevu i Prištini.
Njemačka ambasada u Podgorici juče je potvrdila da Vestervele u okiviru svoje balkanske turneje neće posjetiti Crnu Goru.
Odgovarajući na pitanje “Vijesti” zbog čega neće doći u Podgoricu, saopštili su da je Vestervele “odlučio da posjetom obuhvati” Hrvatsku, Srbiju, Bosnu i Hercegovinu i Kosovo.
“Nažalost, njegov raspored nije dozvoljavao da ovog puta posjeti Crnu Goru”, saopštila je ambasada Njemačke u Podgorici.
U najavi posjete zemljama zapadnog Balkana njemački mediji prenose da su za Evropu bezbjednost i stabilnost u regionu od velikog značaja, te da upravo taj značaj svojom posjetom želi da pokaže Vestervele, ali i da tokom svojih zvaničnih sastanaka u Bosni i Hercegovini, Hrvatskoj, Srbiji i Kosovu pozove političke lidere zemalja na dalje reforme koje vode ka Evropskoj uniji.
Navodi se da ni u kom slučaju nije riječ o “simboličnoj posjeti”, te da svaka zemlja ima svoje težište i probleme o kojim će tokom susreta biti riječi.
Vestervele je sinoć u Sarajevu \"prenio snažnu podršku\" Vlade Njemačke BiH i drugim zemljama zapadnog Balkana na putu ka EU čime će se Unija \"zaokružiti\".
Belgija je zemljama zapadnog Balkana poručila da u Uniji ne postoji zamor od proširenja ali i da je budućnost svake zemlje kandidata u njenim rukama.
Ministar spoljnih poslova Belgije Stiven Vanakere juče je u Nikoziji rekao da njegova zemlja, predsjedavajuća EU, želi da uvjeri zemlje-kandidate za prijem u Uniju da za njih ima mjesta ukoliko se povinuju zahtjevima za to.
Vanakere je, kako prenosi agencija Beta, tokom posjete Kipru rekao da Belgija želi da svim kandidatima za prijem u EU - uključujući Tursku, objasni da preovlađujuće raspoloženje među 27 članica Unije nije \"zamor od širenja\".
Belgijski ministar je rekao da je \"budućnost svake zemlje-kandidata u njenim rukama\" i da prijem u EU treba da se zasluži.
Vanakere je to izjavio posle sastanka sa ministrom spoljnih poslova Kipra Markosom Kiprijanuom.
Belgijski ministar je preksinoć, tokom posjete Grčkoj, rekao da će približavanje zemalja Balkana, uključujući Tursku, Evropskoj uniji ići \"korak po korak\".
Vanakere je u Atini podvukao da je \"širenje EU među prirotetima\" belgijskog predsjedavanja i da je cilj njegove posjete Grčkoj bilo \"konsultovanje sa zemljom koja je stručna (za region) da bi se dobio najbolji rezultat\" u tom pogledu.
Grčka i Kipar se zalažu za prijem zemalja Balkana u EU, dok od Turske traže \"konstruktivan pristup\" rješavanju kiparskog problema i dobrosusjedsku politiku.

Italian Chief Prosecutor of the National Anti-Mafia Bureau

Last few weeks have shown the real face of Montenegrin political system once again. Opposition leader Mr Nebojsa Medojevic was attacked on the street because he publicly spoke about top crime boss in Montenegro, whom he accused to have power over Prime Minister Milo Djukanovic. 

The police arrested the perpetrator, who is said to be family-related to an individual whom Mr Medojevic declared as “shadow ruler” of Montenegro. The attacker threatened to “liquidate” Medojevic, and he described the attack as ”classic Mafia-style intimidation.”

Opposition recently launched a strong critic of Prime Minister, Milo Djukanovic, accusing him of protecting organized crime, especially those dealing with illegal drugs’ trade.

Serbian B92 reported that Medojevic was attacked by an unidentified person of about 30 years of age, who attempted to strike him and told him to “stop mentioning Branislav Micunovic.” Micunovic is a wealthy and very influential businessman, whom Medojevic has called “the most power person in Montenegro,” stating that “everything depends on him, even police actions.”

Recently, all major Serbian politicians and medias started speaking and reporting openly about the “Balkan cocaine route” and they all point out that Montenegro is not coopearting enough with regional police organizations who are trying to catch some of the most-wanted persons from the Interpol list in the Balkans. 

Montenegrin government officials deny such accusations and stated that Serbia is trying to slow down Montenegrin progress towards EU, by “transporting” all problems into Montenegro and changing focus from Kosovo and other huge domestic issues that they have.

The problem emerged when Serbianpolice in cooperation with American DEA and other organizations tried to catch Saric brothers, alleged “narco-bosses” of the Balkans and others related to them. Several sources indicated that they are hiding in Montenegro, but officials of Montenegrin Police denied it.

Here are some of the excerpts from this major regional issue:
Al Jazeera reported:
Montenegro has become a major smuggling route for South American cocaine into Europe in recent years.

Working with Latin American authorities, Serbian intelligence officials recently broke a suspected drug trafficking trying to get $350m worth of cocaine to Western Europe through Montenegro. (read the whole story)   (+ video story)

Serbian TV station B92:
Cocaine kingpin hides in Montenegro. Serbian Special Prosecutor for Organize Crime, Miljko Radisavljevic said that cocaine smuggling suspect Darko Saric is currently in Montenegro. “According to very serious estimates, it is easiest for him to be hiding in that country, so this possibility definitely cannot be ruled out,” Radisavljevic said. (read the whole story)

Justice Minister Snezana Malovic said that Serbia is ready to cooperation with all countries in the fight against organized crime. She said that the Montenegrin government’s actions in the case of suspected drug smuggler Darko Saric were not in accordance with the rules of behavior for prosecutions and international legal aids. 

“This shows that the decisions of the Serbian courts are not respected and that there is no will for cooperation,” Malovic said, adding that some people who are wanted for crimes in Serbia have received Montenegrin citizenship, which shows that there is no decisive will present in the fight against organized crime. (read whole article)

Serbian Interior Minister Ivica Dacic thinks that there is not a single reason for Montenegro not to arrest Darko Saric, as there was “very clear evidence against him”. Saric’s case has been creating tension and mutual accusations between the judicial authorities of Serbia and Montenegro. 

Saric – a Montenegro-born holder of Serbian passport – is currently at large, wanted in Serbia in connection to a cocaine trafficking case, when his gang last year allegedly tried to smuggle over two tons of cocaine from South America to Europe. (read the whole article)

Italian Chief Prosecutor of the National Anti-Mafia Bureau Pietro Grasso has commented on the cooperation his office has with Serbia, and Montenegro. Grasso was quoted as saying by the Podgorica-based TV Vijesti that his bureau has the most effective cooperation regarding organized crime and drug trafficking with the colleagues in Serbia, and the worst with the Montenegrin prosecution. (read the whole story)

Goran Sokovic and Dejan Sekularac, accused of smuggling two tons of cocaine from South America to Europe, were released from custody in Montenegro. According to TV Montenegro, they were released after the state prosecution decided that there was not enough evidence to prosecute them, because Serbia refused to send evidence against them until Operation Balkan Warrior was complete. 

The mastermind behind the massive drug smuggling operation is believed to be Darko Saric, who is currently a fugitive from justice. According to the Serbian prosecution’s decision, the information will not be forwarded to Montenegrin authorities, until the case before the Serbian courts against Sokovic, Sekularac and 19 others has finished. (read the whole story)

Serbian newspaper “Blic”
“Blic” reported that American DEA located Saric klan leader in Bijelo Polje, Montenegro.  The USA services have recently located Darko Saric (40) suspected for smuggling of 2,7 tons of cocaine in Bijelo Polje and requested from Montenegrin authorities to carry out a search there, ‘Blic’ learns. 

The international services believe that Saric has not left Montenegro, that he is still there and that he enjoys protection of the most powerful people involved in criminal activities. Director of Montenegrin Police Veselin Veljovic claimed publicly that Saric was in a European country and that information of his whereabouts would be forwarded to Serbia.

‘Although Veljovic claimed that Saric was not in Montenegro, after pressure from abroad, he and others in Montenegro had to change the story. Apart from that it is extremely unusual that a Prime Minister of a country is interfering in giving of a citizenship especially to a person under international investigation for smuggling of huge quantity of drugs’, our source close to the international investigation against Saric says.

Saric with Slovakian passport traveled to EU. Serbia Home Ministry last week requested official explanation from the colleagues in Slovakia on what grounds Darko Saric, suspected for smuggling of 2.7 tons of cocaine from Latin America, had got that country’s citizenship in 2006 and later the ID and passport. 

Darko Saric officially has two passports, Serbian and Slovakian while Montenegrin citizenship was promised to him in November last year if ‘deleted from the book of Serbian citizens’. The Serbian and Montenegrin police are giving different replies as to where this drug-dealing boss is. 

An Interpol wanted list was issued after him on January 22. Serbian police believe that Saric is still in Montenegro, while Montenegrin police is insisting that he is in one European country not mentioning which country that might be. (read the whole story)

Belgian De Standaard also reported about problems of linking organized crime with Prime Minister Milo Djukanovic (read here more about his controversial biography) . Article in Dutch language talks about court case in Zagreb Croatia, where Montenegrin prime minister is allegedly being linked with the murder case of Croatian journalist Ivo Pukanic, who wrote intensively about tobbacco smuggling organization, in which Djukanovic played one of major roles during the late 1990’s. 

Internet news portal attacked by government - controlled National Television of Montenegro.

Daily News Montenegro was shown in the main TV news reportage, as an example of “uncontrolled” media where “anybody can say whatever they want”. Even though all users of Daily News Montenegro web site know the quality of information as well as independent commentators, analysts and bloggers who appear on the site, State Television tried to accuse the portal for uncontrolled commenting where even “messages of hate and violence can be found”. 

That was of course a clear attack on the freedom of speech, and hundreds of comments with reactions were posted at Daily News Portal. The site is known for its independent comments and critics towards undemoratic practices of Montenegrin regime.

This is the occassion to repeat some of the comments being made during last year:

Most analysts believed that Montenegro will make good progress towards European Union, after becoming independent in 2006. This tiny country of amazing natural beauties, with only 650.000 citizens, has potential for fast development and quick accession into EU. Unfortunately, it seems that everyone is slowly realising that Montenegro is far away from any progress.

Not only that ruling elite did nothing to make things better, but even worse, they introduced many of those activities, while promoting themselves as „pro European“ regime, with absolute support of the EU and their officials. The European Union is slowly loosing its credibility among Montenegrin citizens, since they often give open support to the ruling regime. 

The fact that ex-communist ruling elite is keeping all branches of State power in their hands, makes impossible to make any changes during elections. Even though the voting day may seem to be perfect, none of the elections so far, were free in Montenegro. 

Large number of citizens are under constant pressure, humiliation and influence by the activists of ruling party, and since Montenegro has only 450.000 voters, it makes it so easy to keep control of everything. That is another reason why many oppossition oriented parties and citizens decided to boycott all recent elections in Montenegro

Capitali a San Marino, blitz in 16 banche sospetto di evasione fiscale

Blitz di Guardia di Finanza e Agenzia delle Entrate in 16 banche per verificare il rispetto degli obblighi di legge necessari a garantire l'identificazione della clientela. In tutto sono state visitate 78 filiali e due fiduciarie italiane, dislocate in sei regioni (Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Marche, Toscana e Lazio)
Nel mirino del fisco intermediari nazionali, già emersi nel corso di attività operative finalizzate a contrastare l'evasione fiscale internazionale, le frodi Iva "carosello" e il riciclaggio dei relativi proventi, individuati da Fiamme Gialle e Agenzia delle Entrate per essere stati utilizzati da contribuenti italiani per eseguire movimentazioni finanziarie illecite destinate alla Repubblica di San Marino. E su un altro fronte di indagine, sempre riguardante l'esportazione di capitali all'estero, le Fiamme Gialle hanno reso noto l'ammontare del "tesoretto" contenuto nella "lista Hbsc", l'elenco di correntisti italiani della banca svizzera sospettati di evasione fiscale:  6,9 miliardi di dollari Usa. La pista di San Marino. Il fisco italiano vuole accertare l'esattezza e la completezza delle informazioni che gli intermediari sono tenuti a comunicare all'archivio dei rapporti finanziari. L'eventuale omissione da parte delle banche farebbe scattare indagini finanziarie e verifiche. Ulteriore scopo delle attività in corso, oltre a contestare eventuali illeciti commessi dalle banche, è l'acquisizione di ogni utile informazione per il successivo sviluppo di indagini volte a "scovare" evasori e recuperare i capitali illecitamente portati all'estero. La banca dati dei rapporti finanziari contiene tutte le comunicazioni relative ai rapporti continuativi intrattenuti con la clientela esistenti, a partire dalla data del 1° gennaio 2005. Così come contiene quelle relative le cosiddette operazioni extra-conto, ossia poste in essere al di fuori di un rapporto continuativo, ad eccezione delle operazioni di versamento effettuate tramite bollettino di conto corrente postale per un importo unitario inferiore a 1.500 Euro, oltre che i rapporti diversi da quelli intrattenuti con i titolari dei rapporti continuativi o delle stesse operazioni extra-conto (procure e deleghe). I dati devono essere comunicati all'archivio mensilmente in via telematica. I soggetti tenuti a inviare i dati sono circa 13 mila e includono le banche, la società poste italiane spa, gli intermediari finanziari, le imprese di investimento, gli organismi di investimento collettivo del risparmio, le società di gestione del risparmio e ogni altro operatore finanziario. L'obbligo di comunicazione ricade anche sulle filiali estere di operatori italiani e, ovviamente, su quelle italiane di operatori esteri. Gli intermediari rischiano per ogni omessa comunicazione sanzioni da 2.065 Euro fino a 20.650 Euro. Il "tesoretto" della Hbsc. - E' di 6,9 miliardi di dollari Usa - secondo quanto si è appreso - il tesoretto contenuto nella cosiddetta "lista Hsbc" acquisita la scorsa settimana dalla Guardia di Finanza 1. La lista contiene 7 mila nomi di correntisti italiani della banca Hsbc sospettati di evasione fiscale ed è stata ottenuta dalle Fiamme gialle attraverso una collaborazione internazionale di polizia. Ci sono soprattutto imprenditori e contribuenti lombardi nella lista Falciani acquisita dalla Guardia di Finanza. E' quanto comunicano le Fiamme Gialle. In particolare, tra le persone fisiche indicate nell'elenco risulta il 51% di imprenditori, il 15% di casalinghe, il 14% di professionisti (avvocati, dentisti e giornalisti), l'11% di dirigenti di azienda, il 4,5% di pensionati, il 2% di studenti, 2,5 altro. Il 63% dei contribuenti sono in Lombardia, l'11% nel Lazio, il 7% in Piemonte, il 4,5% in Emilia Romagna, il 4% in Veneto, il 3,5% in Toscana, il 3% in Campania come anche nelle Marche, il 2,5% in Trentino Alto Adige, l'1,5% in Friuli Venezia Giulia e in Liguria, lo 0,5 % in Puglia.

Il fisco ora controlla le banche slovene

Dopo le filiali di banche svizzere, austriache e quelle al confine con San Marino, Guardia di Finanza ed Agenzia delle Entrate, annuncia un comunicato, puntano i riflettori sulle filiali di banche slovene con sede in Italia, sulle filiali di banche italiane con sedi territorialmente vicine ai confini con la Slovenia e con l'Austria, sugli intermediari italiani che hanno partecipazioni di banche slovene. Cambia la nazionalità, ma non le modalità di controllo adottate e gli scopi perseguiti: verificare, cioè, il corretto adempimento da parte di banche e intermediari finanziari degli obblighi di comunicazione all'Archivio dei rapporti finanziari  delle operazioni svolte al di fuori di rapporti continuativi e dei rapporti intrattenuti con i clienti, secondo quanto previsto dalla legge. L'operazione di oggi - che riguarda 68 soggetti, tra filiali di banche slovene o con sedi territorialmente vicine ai confini con la Slovenia e con l'Austria e intermediari italiani risultati acquirenti di banche slovene con interessi in Italia - fa seguito a quelle risalenti al 27 ottobre 2009 nelle filiali di banche svizzere o con sedi vicine a San Marino e allo scorso 3 dicembre che aveva interessato le filiali di banche austriache.  Il controllo sul corretto adempimento degli obblighi di segnalazione si iscrive nel più ampio disegno di lotta all'evasione ed agli illeciti fiscali internazionali poiché consente di acquisire importanti informazioni per lo sviluppo di indagini volte a "scovare" i patrimoni illecitamente portati all'estero.  Con i controlli odierni salgono a quota 182 le filiali di banche estere considerate ad alto rischio che negli ultimi mesi sono finite sotto la lente della Guardia di Finanza e dell'Agenzia delle Entrate. Cosa c'è nell'Archivio dei rapporti finanziari  -  La banca dati dei rapporti finanziari contiene tutte le comunicazioni relative ai rapporti continuativi intrattenuti con la clientela esistenti, a partire dal 1° gennaio 2005, alle cosiddette operazioni extra-conto, ossia poste in essere al di fuori di un rapporto continuativo, ad eccezione delle operazioni di versamento effettuate tramite bollettino di conto corrente postale per un importo unitario inferiore a 1.500 euro, nonché ai rapporti diversi da quelli intrattenuti con i titolari dei rapporti continuativi o delle stesse operazioni extra-conto (procure e deleghe). Vademecum per le comunicazioni  -  I dati devono essere comunicati all'Archivio mensilmente in via telematica. Nel database sono registrati, ad oggi, oltre 950 milioni di rapporti e più di 90 milioni di soggetti che hanno effettuato operazioni extra-conto.  I soggetti tenuti a inviare i dati sono circa 13 mila e includono le banche, le Poste italiane Spa, gli intermediari finanziari, le imprese di investimento, gli organismi di investimento collettivo del risparmio, le società di gestione del risparmio e ogni altro operatore finanziario.  L'obbligo di comunicazione ricade anche sulle filiali estere di operatori italiani e, ovviamente, su quelle italiane di operatori esteri.

Credito, altro blitz della Finanza ora tocca alle banche austriache

Dopo la Svizzera tocca all'Austria. Stavolta sono le filiali italiane di banche austriache al centro di una nuova operazione congiunta della Guardia di Finanza e dell'Agenzia delle Entrate. Ancora una volta, i controlli sono mirati al corretto adempimento da parte di banche e intermediari finanziari degli obblighi di comunicazione (all'Archivio dei rapporti finanziari) dei rapporti intrattenuti con i clienti e delle operazioni svolte al di fuori di rapporti continuativi. A quanto si è appreso, sarebbero 38 le filiali delle banche austriache in Italia controllate dalle Fiamme gialle. Si tratterebbe di filiali di Alpenbank, Hypo Tirol Bank Italien, Kartner Sparkasse e Hypo Alpe Adria Bank. Le regioni interessate dalla maxi-operazione sarebbero Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Emilia Romagna, Lombardia. La prima parte dell'operazione era cominciata il 27 ottobre, quando le Fiamme gialle avevano acquisiti documenti in 76 filiali italiane di banche svizzere o con sedi territorialmente vicine a San Marino. Ne erano seguite anche polemiche con le autorità elvetiche. L'operazione stavolta, si legge in una notta ufficiale "coinvolge un altro gruppo di soggetti ad alto rischio" e l'intervento "si iscrive in un più ampio disegno di lotta all'evasione e agli illeciti fiscali internazionali che vede il Fisco italiano in prima linea". L'Archivio dei rapporti finanziari contiene tutte le comunicazioni relative ai rapporti continuativi tra banche e clientela, a partire da gennaio 2005, alle cosiddette operazioni extra-conto, ossia poste in essere al di fuori di un rapporto continuativo (fanno eccezione i versamenti di importo inferiore ai 1.500 euro effettuati tramite bollettino di conto corrente postale) nonché ai rapporti diversi da quelli intrattenuti con i titolari dei rapporti continuativi o delle stesse operazioni extra-conto (procure e deleghe). Per questo tipo di rapporti, le banche hanno l'obbligo di fare comunicazioni mensili all'Archivio nel cui database sono registrati, ad oggi, oltre 950 milioni di rapporti e più di 90 milioni di soggetti che hanno effettuato operazioni extra-conto. L'obbligo delle comunicazioni, oltre alle banche, ce l'hanno anche la società Poste italiane spa, gli intermediari finanziari, le imprese di investimento, gli organismi di investimento collettivo del risparmio, le società di gestione del risparmio e ogni altro operatore finanziario.

Friday, August 27

Croazia » Hypo Bank coinvolta nel contrabbando di armi nella guerra della ex Jugoslavia?

Il caso Hypo Bank è ormai esploso sui media austriaci e croati, che hanno pubblicato per la prima volta gli elementi di prova che dimostrano che la Hypo Alpe Adria Group è associato a gruppi criminali che gestiscono in Croazia il contrabbando delle armi, che sono state utilizzate nelle guerre nell'ex Jugoslavia.  Quasi tutti i media austriaci e lo stesso.....

Croatian, Austrian prosecutors discuss Hypo bank case

Representatives of the Croatian State Prosecutor's Office (DORH) in Klagenfurt on Thursday held a working meeting with Austrian prosecutors working on the Hypo bank case, DORH said on its website.
The two sides discussed cooperation and mutual legal assistance to date in proceedings launched against the bank's former executives, DORH said, adding that the cooperation had been assessed as good.
The two sides also agreed to cooperate further, notably in exchanging documents and legal assistance, it was said.

Kajin: 'Jakovcic has nothing to do with Hypo Bank'

"I believe that the arrest of former Hypo Alpe Adria Bank CEO Wolfgang Kulterer did not worry him in the least," Kajin said.
Kulterer has been in custody in Klagenfurt on suspicion of embezzlement and of granting risky loans worth millions of euros.
Speaking of Hypo Alpe Adria Bank, Kajin said that the bank was built in the 1990s with Croatian money intended for the purchase of weapons for the country's defence.
"Hypo Bank entered the Croatian market in the mid 1990s by injecting fresh capital into Slavonska Banka from Osijek, and before that the Foreign Ministry got a loan from that bank in the amount of 20 million German marks for the renovation of our embassies. Hypo Bank arrived in Istria in the late 1990s through investments in the hotel complex... at Crveni Vrh in (the northern Adriatic bay of) Savudrija," Kajin said.
The IDS official believes that efforts to rehabilitate Hypo Bank were the reason for the "spectacular" departure of former Croatian Prime Minister Ivo Sanader and that it was the reason why current PM Jadranka Kosor was talking about a "festering boil".
"I guess she has all information from Austria and Germany regarding bank accounts in Hypo Bank, as well as in other banks," Kajin said.
He went on to say that according to information available to him, Hypo Bank did business in Croatia not only with citizens, the government and local self-government units, but also with "chosen generals, (former President Franjo) Tudjman's advisors, ministers and media authorities, and some of their investments were financed with loans on collateral worth millions of euros, and they in return would get millions of euros for construction projects in Croatia".
Kajin said that he was sure that Hypo Banka also corrupted people in Croatia, possibly in Istria as well.

Sanader's 13 interventions in Hypo Bank under investigation

This week in Austria a special investigation unit, the Sonderkommando or Soko Hypo, will be established and begin investigating all of the business transaction of the Hypo Group Alpe Adria bank, specifically the connections between the bank and former prime minister Ivo Sanader, Ivic Pasalic, the one time influential advisor to the first Croatian President Franjo Tudjman, and general Vladimir Zagorec. Informed Austrian sources told Nacional that this unit would begin with a detailed investigation into 13 cases in which Sanader intervened in the Hypo Alpe Adria bank in Austria for various loans.
The fact that Sanader intervened in the bank at least 13 times was uncovered by the heads of the Hypo Alpe Adria bank in a report on the banks status they were obliged to send to the Austrian national bank. Events surrounding the bank, following many years of agony that were marred by various scandals, ignited an unbelievable drama in Austria only a few days ago. At the end of the dramatic sequence of events it was decided that the bank would returned to state ownership, and that prior to this all of its co-owners would have to deposit onto the banks account hundreds of millions of euro, but also that some of the losses would be recuperated from the Austrian taxpayer through the state budget.
That was the primary reason for establishing the Soko Hypo special investigation unit, which will be comprised of ten financial and business experts. The unit could finally shed some light on the numerous suspicious business transactions of the Hypo Alpe Adria bank, in which, at various levels, a number of influential Croatians, led by former Prime Minister Ivo Sanader, Ivic Pasalic and Vladimir Zagorec, were involved. When reporting on the issue, the Austrian media have begun using the opportune acronym K.u.K. - Kroatien und Korruption (Croatia and corruption). In Austria the dramatic outcome of the Hypo Alpe Adria bank crisis, created an altogether new situation, which could assist Croatian authorities in the search for money stolen from funds intended for Croatia's defence. Because of the bank's large losses in Austria, previous investigations had already been initiated, but the circumstances were somewhat different. Informed financial circles in Austria confirmed for Nacional that during those investigations there may have been some calculating, so as to not directly harm Austrian interests, and the Hypo Alpe Adria bank's business in Austria, as well as in Croatia. An Austrian political source confirmed for Nacional that these circumstances are different this time around. It is predicted that the special investigation unit will, this time around, not calculate at all in its investigation of illegalities, specifically with regards to those connected to the bank's business dealings in Croatia.
Nacional learned from informed legal sources that last week the competent Austrian institutions once again contacted the Croatia State Attorney's Office, in an effort to intensify cooperation that is ongoing since the extradition of Vladimir Zagorec as a result of the gem scandal. A date has not yet been set as to when Soko Hypo representatives will meet with representatives from the Croatian State Attorney's Office, but it will happen very quickly. "We agreed to intensify our already good cooperation and concluded that the issue in question is very serious, in which we must reciprocally assist one another, because that is the only way to bring things to a conclusion. Our Austrian colleagues told us that they too could not complete their investigations without Croatian assistance, and we informed them that we could not resolve some of our open issues without Austrian help. We cannot do this individually, both sides are aware of this, and now we can begin to talk of the launch of a new phase of cooperation, which will certainly lead to good results," an informed legal source in Croatia told Nacional.
Some members of the Austrian police team investigating Vladimir Zagorec's business dealings, following his legal problems in Croatia, will also be joining the Soko Hypo. One of the Austrian investigators that will participate in the work of the special investigation unit told Nacional that Soko Hypo will correlate their information on Zagorec with the new circumstances that are now under investigation in the Hypo Alpe Adria bank. Informed Austrian financial sources revealed for Nacional that on the request of the Austrian national bank, the heads of the Hypo Alpe Adria bank had already sent a special report to the Austrian national bank regarding the situation in the bank following the latest turmoil. In that report a special section deals with suspicious business dealings with Croatia, specifically with cross border financial transactions, through which projects in Croatia were financed directly from Austria. Those financial transactions in fact went directly from the bank's headquarters in Klagenfurt to Croatia, circumventing the bank's branch offices in Croatia. This was done partly because of the fact that the Croatian National Bank's regulatory controls were less expensive, but primarily because these arrangements ensured that no one from the competent state institutions would have any insight into the structure of these transactions, in which, for the most part, privileged individuals were involved.
Particularly analyzed in the report was the influence that Sanader, Pasalic and Zagorec had in the bank's business. The three of them were influential officials of the HDZ government at the time of the bank's entry into the Croatian banking sector in the 1990's. They later parted ways politically, but until recently, each in his own way, through private contacts with high ranking officials from the bank, continued to influence its business dealings, and were in reality informal allies interested in the bank's expansion in Croatia. This is how the decision on the entry of the Hypo Alpe Adria bank into the Croatian market was described in a secret intelligence report on the bank's business dealings, said to have been prepared for the needs of the Bayerische Landesbanke prior to its entry into the ownership structure of the Hypo Alpe Adria bank, a document Nacional wrote extensively on this past summer.
"In the mid 1990's Franjo Tudjman approved an Ivic Pasalic project based on Tudjman's idea of 200 families that would govern Croatia's assets, after which Pasalic entered into more detailed negotiations with Jörg Haider and the Hypo Alpe Adria bank through the mediation of Walter Wolf, Ivan Jakovcic and Ivo Sanader. As a cover for the Tudjman-Pasalic project, cooperation was established between Istria County and the Austrian state of Carinthia, as well as the entry of the Hypo Alpe Adria bank into Istria County. After this the bank began to massively buy up at discount rates real estate and agricultural land in Istria... The Croatian political leadership chose this bank because through it they had spun more than one billion dollars of siphoned-off Croatian money that, with the assistance of pseudo-investment funds that were conceived of at the Hypo Alpe Adria bank, were continually dumped into Croatia and some other countries in the region. All of this was done pursuant to an agreement between Ivic Pasalic, Günter Striedinger and Wolfgang Kulterer."
All of the above mentioned shows how Sanader, Pasalic and Jakovcic had at the time cooperated in the same project. In the report submitted to the Austrian national bank by the Hypo Alpe Adria bank, it is noted how Sanader significantly influenced various projects being financed by the bank. For now, among the bank's documents, not a single lead has been found that would indicate that Sanader could have had any personal benefit directly from the Hypo Alpe Adria bank, but this does not mean that it is not the case. Sanader could have benefited in other ways, from people or companies that profited on the basis of his interventions in the Hypo Alpe Adria bank. In the same report it is established that Sanader primarily used his influence to ensure that loans for Istria County be approved. This involvement on his part directly explains why Sanader always had good relations with the head of the IDS, Ivan Jakovcic, even though in the public eye they always left the impression that they were political rivals. In this context the previously mentioned 13 interventions by Sanader for various loans approved by the Hypo Alpe Adria bank are being investigated.
In the 2007 intelligence report on the business dealings of the Hypo Alpe Adria bank, of which Nacional has a copy, Milan Naperotic is cited as a key liaison for all of the projects the bank was financing in Istria, along the lines of the Sanader-Jakovcic agreement. "Milan Naperotic is a long time bank advisor in Klagenfurt, who researched, negotiated and then suggested to the headquarters whether or not to approve loans to any major bank project in Istria. His strong position in the bank was based on his very strong business and even more so his personal relationship with Günter Striedinger. Through the bank and its money Naperotic also established strong political connections with the HDZ, SDP, and specifically the IDS. In Istria Naperotic gathered for himself a team of very loyal people, who were privy to information and could affect change to the zoning of land in Istria, and partially in Zagreb as well... Naperotic together with Jakovcic went to Sanader to push the Brijuni riviera project, which foresees the construction of tourist accommodations on land that in a very dubious way was rezoned as residential-commercial land, after being bought by the Hypo Alpe Adria bank. A pleased Naperotic commented that the bank was responsible for bringing Jakovcic and Sanader together."
SANADER AND STOIBER The former Bavarian prime minister publicly boasts that he influenced the sale of Hypo
The former Bavarian prime minister publicly boasts that he influenced the sale of HypoIn the same report, spanning a number of pages, projects involving Naperotic and the bank are described in great detail. Here are some short excerpts regarding Naperotic's involvement. "Naperotic made sure that a mortgage for Zagreb Mayor Milan Bandic be approved under extremely favourable conditions, because business in Zagreb is conducted through Bandic. Naperotic gave Pasalic information that Ivo Sanader had in the mid 1990's taken an 800 thousand Deutsche Mark provision from Miroslav Kutle for helping him get a 4 million Deutsche Mark loan from Hypo Alpe Adria bank. Naperotic also, using a middleman, took care that, following oversight in the Hypo Alpe Adria bank conducted by HANFA and the Croatian National Bank, Ivo Sanader suggest to Mladen Bajic that the report be fine-tuned and cleaned-up because of any eventual attacks on the bank or Sanader in an election year." For years Ivo Sanader, the former Croatian Prime Minister and now the honorary president of the HDZ, had great influence on the segment of Hypo Alpe Adria bank's business that was connected with Croatia and very close ties to the former Austrian management of that bank.
An Austrian source close to the Hypo Alpe Adria bank confirmed for Nacional that at the end of the 1990's Sanader was one of the people most responsible for the fact that the bank had an exorbitantly high number of loans in Croatia that were covered through state guarantees. The same source claims that Sanader's involvement was at the time of use to both the bank and Croatia, but that this would change, and that he later used his initial involvement as cover for his personal influence on the banks dealings, specifically in some transactions from which the HDZ or he personally could have indirectly or directly benefited from. The same Austrian source also claims that Sanader primarily exerted his influence over the banks dealings through the bank's former head Wolfgang Kulterer, with whom he allegedly has a close friendship since his their student days. For years Kulterer had been known to boast to managers of the bank's Croatian office of his close relationship with Sanader, especially during Sanader's time as Prime Minister, the same Austrian source told Nacional.
Kulterer was at the head of the Hypo Alpe Adria bank in Austria until 2006, after which he was tried for doctoring the banks business ledgers. At the trial he stated that the door to business in Croatia had been opened for the bank by Ivo Sanader. "Because of his role in the 1990's Sanader considered himself called upon to have influence over the bank's business dealings. He would even place calls for people close to him, like his former bodyguard Stipe Cacija. He wanted the bank to continue financing some of his private projects, and when these requested were not met, he would become very angry. He considered it normal that his suggestions be taken into consideration. Kulterer was very close to him, he knew how to make good use of their relationship, perhaps even for his own benefit, but the bank did make some decisions on its own. Sanader was very insulted when Kresimir Starcevic was named to the management board of the bank's Croatian offices, because he did not consider him to be a person close to the HDZ. The bank however, nurtured good relations with a number of other political options because that too was good for business. That is how the bank via Austria could finance not only the HDZ, but also the IDS, and partly a wing of the SDP close to Slavko Linic," Nacional's source close to the Hypo Alpe Adria bank stated.
This is how the intelligence report describes how political parties were funded. "Miro Oblak was the co-owner of the Savudria based company Rezidencija Skipper, an Austrian businessman who donated the HDZ 2 million kuna for the 2003 elections. Oblak has business connection with Vladimir Zagorec, and together they organized the smuggling of weapons through Oblak's companies, for which the financial transactions were carried out by the Hypo Alpe Adria bank. In his 2003 donation to the HDZ Oblak served as a cover, so that it would not be ascertained that the donation actually came from the Hypo Alpe Adria bank." Given the new circumstance surrounding the issue, if Sanader had been directly involved in any suspicious arrangements with the Hypo Alpe Adria bank, this could be uncovered and served to the public very quickly. Nacional's political source in Austria had this to say about Sanader. "The old adage that it is easier for a person to trip over a small pebble than a large mountain, is well known. If Sanader had any direct, suspicious arrangements with that bank, it will now become public knowledge, because the Soko Hypo investigators will spend years investigating the smallest details that could be contentious."
Austrian media began mentioning Sanader's name in the context of possible wrongdoings as early as last week. An insulted Sanader rejected these claims, announcing libel suits against the journalists in question, who according to his claims have deeply upset his family with their insinuations.
Sanader's name was initially mentioned in connection with illegal activities because the Austrian media had begun writing about his great influence on the bank's business dealings, but also of the alleged 800 thousand Deutsche Mark provision he took from Miroslav Kutle for arranging a 4 million Deutsche mark loan from the bank for Kutle. Following these recent events, it has been commented in Austrian political circles that Sanader had to step down because he was faced with an ultimatum from strong international politicians. One Austrian political source told Nacional that any eventual secret bank accounts of Sanader's would be of interest to at least five countries - Croatia, Austria, Switzerland, Germany and the United States. All of this will create new problems for Sanader, but in contrast to the situation in Croatia, he can do very little to influence the development of the situation in Austria. Besides about Sanader, the Austrian media have written extensively about Vladimir Zagorec's and Ivic Pasalic's connections with the bank. The Zagorec connection to the Hypo Alpe Adria bank has confused both experienced Austrian bankers and investigators.
KEY PEOPLE The late leader of Carinthia Jörg Haider and the former head of Hypo Wolfgang KultererIn the report that the Hypo Alpe Adria bank submitted to the Austrian National Bank it is established that some of Zagorec's assets are under mortgage at the bank, and that he even has some money deposited in the bank. However, it is concluded that all of this is considerably less than the amount of the loan the bank approved for him. The main question presenting itself in Austria now is who offered guarantees for Zagorec, and where are the 260 million euro the Austrian state attorney's office claims he received from the bank, if they even exist. Nacional's sources in Austria have revealed the name of an Austrian businessman, who because of his, until now, unknown ties with Zagorec, has piqued the curiosity of investigators, but with the request that we not reveal his name to the public in the interests of the new investigation. According to the same sources, the Austrian authorities had wanted to question Zagorec's wife Klerisa, but she declined. With all of the problems he is already facing, Zagorec could find himself looking at a few more. Some of the loans for the projects the bank was financing will soon be due. In question are multi-million euro loans for which Zagorec's company committed itself to return in one payment after a couple of years.
Given that all of these projects have ground to halt as a result of his legal problems, it is possible that the bank will take over his projects. In the same report to the Austrian national bank, arrangements received by Ivic Pasalic or companies that are connected to him are also mentioned. It is established that these loans were approved for Zagorec, regarding less risky projects. The tale of corruption in Croatia that is connected with the Hypo Alpe Adria bank will continue in Austria over the next few days. The banks losses, which Austrian taxpayers will have to foot part of the bill for, has also instigated some political drama in Austria. The Austrian government must explain to the Austrian people why taxpayers have to bailout the bank and who is responsible. That is why the investigation has been initiated. The Austrian media have already singled out Ivo Sanader, who no longer enjoys the political protection of leading Austrian politicians and has lost the bulk of his political power in Croatia, as possibly one of the key guilty parties. In Austria a fraction of Haider's former party has split and joined Heinz Christian Strache's right leaning Freedom Party of Austria, and the debate between politicians has gone so far that some have begun advocating that Austria, because of losses relating to the Hypo Alpe Adria bank, give the Carinthian region to Slovenia. It is interesting that so far no one has seriously looked into how it is possible that the Bayerische Landesbank has for nearly three years been a majority owner of the Hypo Alpe Adria bank, and that it did not even suspect any major problems.
This story has also begun to unfurl, but the first issue being commented in German media, is who convinced that bank to enter into the investment, which has once again raised the name of Ivo Sanader. Former Bavarian Prime Minister Edmund Stoiber has found himself on the receiving end of criticism because he lobbied for Bayerische Landesbank prior to the purchase of the Hypo Alpe Adria bank. In detailed interviews given by the governor of the Croatian National Bank, Zeljko Rohatinski, for some newspapers, he stated that Sanader had informally involved himself in the situation. Rohatinski said that Sanader, as well as the incumbent Finance Minister Ivan Suker, had applied pressure so that he would approve the re-entry of Bayerische Landesbank into Croatia, after the German bank had in some previous instances conducted itself incorrectly. According to the claims of Zeljko Rohatinski, both Sanader and Suker insisted that this was of great importance for Croatia. In light of the new circumstances perhaps it will now be investigated whether or not it was of vital importance for some of their private interests as well. For them it is especially uncomfortable that these questions are primarily being asked abroad. It is therefore easily possibly that these murky dealings in Croatia will continue to be used as the primary fuel for various political exchanges in the countries of the region. For now, all of these exchanges have one common thread - Ivo Sanader is mentioned as a key actor in all of them.

La croazia tra integrazione europea e qualche scandalo. HYPO BANK ALPE ADRIA.

L’annuncio di una sessione straordinaria del parlamento croato a fine mese, per discutere la manovra finanziaria ha provocato nuove e forti divergenze tra la maggioranza governativa e l’opposizione. La presidente del governo croato, Jadranka Kosor in difesa dell’annunciata manovra che dovrebbe far fronte al peggioramento della situazione finanziaria del Paese, ha detto che una delle priorita’ della revisione del bilancio sara’ la tutela della popolazione piu’ debole, in cui ci sono i pensionati, soprattutto quelli con le pensioni basse, mentre “tutto il resto e’ piu’ o meno aperto”. Il piu’ importante di questa manovra che sara’ una base di inizio per elaborare il bilancio del 2011 – ha spiegato la premier - e’ che i pieni e veri effetti della revisione e le decisioni che verranno prese in merito, quali la modifica di certe leggi e il successo dell’attuazione di certe misure della ripresa economica, si dovranno notare nel bilancio per il 2011. Jadranka Kosor ha aggiunto che oltre al bilancio, per la prima volta nella storia della Croazia, verra’ approvata anche la legge sulla responsabilita’ fiscale che obblighera’ questo e qualsiasi prossimo governo croato ad un comportamento diverso e piu’ razionale. Alla domanda se teme l’arrivo dell’autunno e le annunciate protesta, la premier ha rispoto che “i cittadini, i membri di sindacati e gli impiegati nell’amministrazione pubblica e nei servizi pubblici sono consapevoli che laddove il governo e’ il datore di lavoro, c’e’ bisogno di dialogo e che non sarebbe buono se nel futuro si viene a discutere se i salari verrano pagati o no”.

Per quanto riguarda la notizia uscita recentemente nei media che si prevede un calo degli stipendi del dieci percento, il capo del governo croato ha detto che si tratta di riflessioni su tutto quello che potrebbe entrare nella nuova manovra. Dure pero’ le critiche dell’’opposizione socialdemocratica. Il presidente del Partito socialdemocratico, Zoran Milanovic afferma che la manovra della finanziaria di quest’anno annunciata come ordine del giorno di una prossima riunione straordinaria del parlamento croato doveva farsi ben prima e che arriva troppo tardi. Milanovic aggiunge che l’SDP e’ per “le proposte concrete”. “Abbiamo sentito dalla premier che tutto e’ ok., che la finanziaria funziona normalmente. Potrei chiedere – perche’ allora la manovra? La risposta e’ che ‘il buco’ e’ enorme, la finanziaria e’ pianificata in modo non reale gia’ dal suo inizio e in Croazia non c’e’ nessuno, tranne l’HDZ che non ne sia consapevole” ha detto il leader socialdemocratico. In questo contesto ha criticato la modalita’ dell’approvamento della finanziaria per il 2010 e del pacchetto di misure antirecessione. Ha avvertito pero’ che in questo momento e’ ancora possibile una manovra senza il calo degli stipendi e delle pensioni. E mentre si e' in attesa dell'annunciata sessione straordinaria del Sabor croato, il vicepresidente del Governo e ministro delle finanze, Ivan Suker dichiara incoraggiando che l'economia croata entro la fine dell'anno iniziera' la sua ripresa e che nel 2011 si prevede l'uscita dalla crisi. Anche questo contrasta pero' le previsioni nere del presidente del piu' grande partito di opposizione, Zoran Milanovic che accusa il governo di dotarsi soltanto «di un metodo populista con il quale vuole dimostrare che si sta' facendo qualcosa, mentre non si sa nemmeno che cosa si stia facendo». Secondo il presidente socialdemocratico, il segnale d'allarme si e' sentito quando in soli sei mesi si e' avvicinati al numero di otto miliardi di kune di deficit il che era previsto per l'intero anno.

In questi giorni si puo' leggere anche sulla stampa croata che la crescita record nel secondo trimestre in Germania potrebbe rilanciare la ripresa economica croata. A sorpresa degli analisti, l'economia tedesca nel secondo trimestre ha segnato una crescita del 2,2 percento. Si tratta della piu' grande crescita economica negli ultimi 23 anni, scrivono i media tedeschi. Va ricordato che la Germania e' la piu' grande economia europea e la seconda forza mondiale di esportazione dopo la Cina. Proprio la sua ripresa, concordano gli esperti internazionali, e' un ottimo segnale per l'economia globale. Ad un tale beneficio conta anche la Croazia poiche' l'economia croata e' tradizionalmente collagata con quella tedesca, sia per quanto riguarda l'esportazione dei prodotti croati sul mercato tedesco sia per quanto riguarda gli investimenti tedeschi in Croazia. Si segnano crescite in Germania, Austria ed Italia, vale a dire quasi un terzo del mercato di esportazione croata. Questo potrebbe far crescere l'esportazione e portare alla crescita economica nel 2011 quando questa crescita verra' materializzata in forma di aumento degli ordinamenti dei nostri esportatori, sostiene l'analista croato Ante Babic. Da aggiungere che gli esperti ed economisti croati sono contrari anche all'idea dell'introduzione della tassazione delle banche avanzata dal Governo di Jadranka Kosor. Cosi' il governatore della Banca Nazionale della Croazia (HNB), Zeljko Rohatinski, ha affermato che a causa della tassazione, come costo aggiuntivo per le banche, i tassi d'interesse sarebbero aumentati, o comunque sarebbe stato rallentato il loro calo.

Le supposizioni mediatiche relative a questo argomento, sono state commentate anche dal capo dello Stato, Ivo Josipovic. “Le misure che sono in preparazione e quelle in attuazione devono essere efficaci e dal punto di vista sociale devono essere giuste. Per me cio’ significa molto di piu’ che una singola misura di tassazione. Penso che l’intero sistema di tassazione deve essere rivisto in modo tale che quelli che anno di piu’ – contribuiscano di piu’. La mia idea di base e’ quella di allegerire il processo di lavoro, e quindi e’ possibile anche l’aumento del guadagno della gente, ma e’ necessaria la tassazione della proprieta’ e forse anche di alcuni lavori particolari quali le banche” ha spiagato Josipovic. Per quanto riguarda l’annuncio della manovra finanziaria e supposizioni sul possibile calo dei salari del dieci percento, il presidente croato ha detto che “al momento se ne legge sulla stampa. Quando sara’ chiaro di che cosa si tratta, allora mi esprimero’” ha detto Josipovic. La situazione economica in Croazia non puo’ non toccare il requisito ritenuto anche indispensable da Bruxelles nel processo della prossima adesione della Croazia all’Ue, cioe’ la lotta alla corruzione e criminalita’ organizzata. A tal proposito, i vertici croati, sia il governo guidato da Jadranka Kosor ma soprattutto il presidente Ivo Josipovic affermano il loro fermo impegno per combattere il male che in tutti gli anni dal raggiungimento dell’indipendenza ha colpito gravemente il Paese e la vita dei suoi cittadini.

Adesso, in primo piano si trova lo scandalo collegato con l’arresto dell’ex primo uomo della Hypo Bank austriaca Wolfgang Kulterer. L’ex capo della Hypo Alpe Adria Gruppo nel periodo tra il 1992 e il 2006 e’ stato arrestato domenica scorsa a Klagenfurt perche’ accusato di aver causato danni di alcuni miliardi di euro e grazie a cui, sul territorio dei Balcani, e soprattutto in Croazia, e’ fiorita una corruzione di dimensioni epocali. Ma la cosa piu’ interessante per la Croazia relativa a questo scandalo che ha scosso l’Austria e la Germania, sono i legami politici di Kulterer con l’ex premier croato Ivo Sanader. C’e’ da sottolineare che nel momento dell’arresto di Kulterer in parallelo si sono svolte perquisizioni a Vienna e nella regione di Corinzia. L’ex capo di Hypo e’ tenuto sotto arresto perche’ si teme la possibilita’ della sua fuga e del suo influenzamento sui testimoni. Il lancio impressionante della Hypo banca da una piccola banca locale e’ in effetti il risultato del suo sbarcamento nei Balcani sotto il patroncinio politico dell’allora leader controverso della Corinzia, il defunto leader del Partito della liberta’ austriaco (FPÖ), Jörg Haider. Secondo il presidente croato Ivo Josipovic, oggi si e’ nella posizione “di osservare da una distanza di tempo gli eventi e le supposizioni relative alle vicende che indubbiamente sono problematiche e che vanno chiarite – dalla trasformazione e privatizzazione fino a queste mosse commerciali singolari, in cui si sospetta che lo Stato e la societa’ avevano subito grossi danni”. Una delle questioni ancora non chiarite e’ la vera ragione delle improvvise dimissioni dell’ex primo uomo del governo croato e dell’HDZ Ivo Sanader un anno fa. In questo momento, Sanader si trova negli Stati Uniti, e’ partito proprio qualche giono fa, e come scrivono i media croati, ha lascito il paese “in una maniera per niente spettacolare, senza tappeto rosso, senza uomini di sicurezza, in forma del tutto privata” con la famiglia. Resta da vedere quando e sotto quali circostanze tornera’ in Croazia.

Former manager arrested in Austrian banking scandal

A former executive of the Austrian bank Hypo Group Alpe Adria was arrested Friday over his role in the scandal-ridden regional financial institution, according to the prosecution office in Klagenfurt. Investigators are probing the bank's 2007 takeover by the German BayernLB for instances of fraud and corruption among managers and politicians at the time when late far-right politician Joerg Haider governed Carinthia province, where Hypo is based. Former supervisory board chairman Wolfgang Kulterer was detained along with a second unnamed suspect, and 10 private and corporate locations were searched by police, prosecution spokesman Helmut Jamnig said in a statement. While the spokesman did not name possible charges against Kulterer, the Austrian press agency APA reported that the manager is suspected of breach of trust. More arrests are possible as there are 40 suspects in total, a leading investigator said. Kulterer is also being probed for issuing risky credits in Croatia, and media reports have raised the question whether he was involved in money laundering. The ailing Hypo bank was nationalized by Austria late last year and no longer belongs to BayernLB.

Hypo Bank, sospetto di riciclaggio di 100 milioni di euro

La vicenda di Hypo Group Alpe Adria si sta rivelando sempre più materia destinata alle pagine di cronaca nera del giornale, piuttosto che a quelle dell’economia. Da mesi ormai le Procure di Monaco e di Vienna stanno scavando negli ultimi anni di storia della holding carinziana, per individuarne le responsabilità del dissesto. Gli scheletri trovati finora negli armadi parlano di affari a dir poco sospetti, fatti soprattutto nei Balcani. Alcuni dei partner del gruppo sono da tempo in carcere, altri stanno per entrarvi.

Lo stillicidio di episodi è quotidiano. Quello di ieri è forse il più clamoroso della serie: riguarda il riciclaggio di 100 milioni di euro appartenenti al narcotrafficante Darko Šarić, di origine montenegrina, sospettato di essere il boss della mafia serba, divenuto “cliente” di Hypo Group. In aprile le autorità di Belgrado lo avevano accusato del traffico di 2,7 tonnellate cocaina. È un caso che proprio nel giorno in cui il quotidiano “Österreich” di Vienna ha dato notizia del presunto coinvolgimento della holding carinziana nel riciclaggio del suo patrimonio, fosse in Austria la ministra degli interni del governo di Belgrado, Ivica Dacic. 

Si trovava nel castello di Fuschl, a pochi chilometri da Salisburgo, per partecipare a un incontro internazionale sulla lotta alla criminalità organizzata, incontro nel quale ha avuto occasione di discutere del caso Šarić con il responsabile dell’Ufficio federale austriaco per la criminalità. I contenuti del colloquio non sono noti. Intervistata ieri dai giornalisti,  Dacic si è limitato a dichiarare che “sono in corso indagini per corruzione da parte della Procura speciale nei confronti del presunto boss mafioso Šarić”, aggiungendo però che “lei, come ministra, non ne intendeva parlare”.

Quali sono le accuse? Il quotidiano “Österreich”, richiamandosi a documenti e indagini delle autorità serbe, parla di un “geniale quanto semplice” sistema di lavaggio del denaro sporco. Šarić, attraverso sue società off-shore, avrebbe trasferito su conti di Hypo Bank, soprattutto in Liechtenstein, circa 100 milioni di euro. Quasi in contemporanea, il gruppo bancario gli avrebbe concesso una linea di credito di 81,56 milioni tramite la Hypo Group Netherlands Corporate Finance (banca olandese del gruppo carinziano) e altri 17,9 milioni tramite l’Hypo Alpe Adria International Ag di Klagenfurt. Entrambi i finanziamenti confluivano sul conto della società Blok 67 Associate, impegnata in un progetto edilizio a Belgrado comprendente 2.200 appartamenti più negozi e locali commerciali. Secondo la polizia serba, 800 degli appartamenti risulterebbero di proprietà del Darko Šarić.

Le rate di ammortamento del credito sono state bloccate dagli inquirenti. Alla banca olandese sarebbero ritornati 5,5 milioni, alla International di Klagenfurt soltanto 2,9. Ma che importa? A garantire la restituzione dei finanziamenti c’erano quei 100 milioni di denaro sporco, frutto del traffico di cocaina, approdati clandestinamente nel caveau di Hypo Bank in Liechtenstein. Attraverso compensazioni interne al gruppo, il credito alla Bolk 65 Associate divenuto inesigibile veniva saldato con il denaro sporco proveniente da Vaduz, che miracolosamente diventava così candido.

All’epoca di queste operazioni Wolfgang Kulterer, attualmente in carcere per infedeltà patrimoniale, non era più presidente di Hypo Group. Alla guida della holding era il suo successore Tilo Berlin, che però, interpellato da “Österreich” non ha voluto rispondere “per ragioni di riservatezza”. La portavoce del nuovo management di Hypo Group, invece, ha dichiarato che “fare chiarezza sul passato è nell’interesse della banca”.

Kulterer, dai vertici di Hypo Bank alla cella di un carcere

La polizia ha bussato ieri mattina alla porta di Wolfgang Kulterer, ex direttore generale di Hypo Group Alpe Adria. Aveva con sé un mandato di cattura spiccato dalla Procura di Klagenfurt. L’accusa: infedeltà patrimoniale, reato societario previsto nel diritto italiano dall’art. 2634 del Codice civile, ma che il diritto austriaco definisce invece nell’art. 153 del Codice penale, conferendogli una valenza di maggior gravità, a metà strada tra l’appropriazione indebita e la truffa. Prevede una sanzione fino a 10 anni di carcere. Kulterer – secondo il reato che gli viene imputato – avrebbe tratto vantaggio da atti di disposizione di beni di Hypo Group, procurando intenzionalmente un danno patrimoniale alla holding bancaria, ovvero ai suoi azionisti di allora: il Land Carinzia e la compagnia di assicurazioni Grawe di Graz.
Di più non si sa. Il portavoce della Procura, Helmut Jamnig, non ha voluto rivelare quali siano le operazioni che avrebbero configurato il reato di “infedeltà patrimoniale”. Si è limitato a precisare che l’arresto si sarebbe reso necessario per il pericolo di fuga e di inquinamento delle prove. Assieme a Kulterer è stata arrestata una seconda persona, di cui non è stata rivelata l’identità. Entrambe saranno interrogate da quello che in Italia si definirebbe il giudice delle indagini preliminari, che deciderà se convalidare o meno l’arresto. Fino a ieri sera l’interrogatorio non aveva ancora avuto luogo, per cui è lecito presumere che Kulterer e il suo collaboratore trascorreranno in carcere in Ferragosto.
La notizia della cattura di Kulterer rappresenta un colpo di scena nelle indagini che dal 2006 – da quando cioè venne alla luce il buco di 328 milioni nei conti di Hypo Group, non registrato nei bilanci dei due precedenti esercizi finanziari – sta conducendo la Procura carinziana, cui si sono aggiunte, dopo la crisi dello scorso anno che ha portato alla nazionalizzazione dell’istituto, anche quelle di Monaco di Baviera e del Liechtenstein.
Kulterer era stato l’uomo che nel 1992 aveva assunto la guida di Hypo Bank, trasformandola da piccola e asmatica banca regionale in una holding internazionale, presente in una dozzina di Paesi, tra cui l’Italia, con un bilancio consolidato che nel 2005 presentava un volume di affari 40 volte superiore a quello di 13 anni prima. Una crescita pirotecnica, ma su piedi di argilla, come si può constatare oggi. L’immagine di Wolfgang Kulterer in manette assume un valore quasi emblematico della disavventura di Hypo Group, che lui aveva contribuito a far crescere e, se le accuse nei suoi confronti saranno confermate, anche a far crollare.
Mentre gli arresti erano in corso, altre squadre di poliziotti ieri mattina hanno effettuato dieci perquisizioni, una delle quali a Klagenfurt, che fanno seguito ad altre già avvenute nei mesi scorsi, tra cui quella compiuta il 12 marzo nell’abitazione di Günther Striedinger, ex braccio destro di Kulterer alla guida di Hypo Group. Complessivamente sono ormai circa 40 le persone indagate in quello che è considerato il più grande scandalo bancario nella storia austriaca.
Wolfgang Kulterer, alla guida di Hypo Group, era stato un convinto fautore dell’espansione in Italia. L’ultima sua apparizione ufficiale nel nostro Paese era avvenuta nell’ottobre 2006, in occasione dell’inaugurazione della nuova direzione generale di Hypo Italia, a Tavagnacco, nel palazzo di vetro e cemento alto sette piani progettato da Thom Mayne. Allora aveva già dovuto abbandonare la direzione della holding, per ordine del Finanzmarktaufsicht (la Consob austriaca), ma aveva assunto quello di presidente del consiglio di sorveglianza. Solo per poco: fino alla condanna in tribunale per falso in bilancio, che lo aveva costretto a uscire definitivamente di scena.

Israeli government to deport 400 children

The situation with 400 immigrant workers’ children to be deported from Israel by the government to preserve what they call “the Jewish character of the state” has many people questioning what it means to be Israeli. Most of their families live thousands of miles away. For them Israel is the only world they know. Born in Israel, they speak Hebrew, their friends are Israeli and they understands precious little about the place they are about to be sent to. Despite this, they are not treated as citizens of the country. Over recent years, about 40,000 Filipinos were lured with the dream of work and a new life in the Promised Land. But if a Filipino woman becomes pregnant, she might be fired and her visa cancelled. For months now Israelis have been torn over what to do about the future of hundreds of children who are born and raised in Israel, but who are not considered Israeli citizens. Most of the children’s parents arrived in Israel in the early 1990s. They replaced cheap Palestinian labor that was becoming harder for Israelis to access. Curfews and road blocks had made it difficult for Palestinians to get permits to work in Israel. That is why today, as many as half a million foreign workers live in Israel, earning much more than they would back home. But the pay-off is the uncertainty that now clouds their children’s future. The Interior Ministry says it needs to deport these children, because there are already so many illegal immigrants in the country. It says that their presence here threatens the Jewish character of the state.

It is a controversial decision that has many here asking why children should have to pay the price for the vernment’s lack of clear policy. And the anger of many has spilled over into the streets. After months of thinking it over, the Israeli government now says it will deport 400 foreign children who do not match strict criteria that would have allowed them to stay in Israel. These include living in Israel for five years, being part of the school system and having parents with valid work permits. Israeli Interior Minister Eli Yishai has said it straight: “The holiday is over.”
“They make ten times more money here than they do in other countries, like Armenia, for example. Enough with this hypocrisy!” the Minister called.
“Will any of these children stand up and shout – stop talking rubbish, they will return to their families. That is where they need to be,” he said.
But protestors say it is by expelling children that very character of the Jewish State is threatened. Rotem Ilan, the Head of Advocacy of Israeli Children Organization, acknowledged that “For me personally it is knowing these children – working with them already for three years – seeing them and understanding that they are not only Israeli, but they are the best Israelis because they love this country and they just want to contribute and be a part of us. So I really can’t understand [how] anyone that really knows them can stand aside and let them be deported from their homeland.” “Its very, very important that the democratic part of Israeli public opinion will make its voice very loud and very clear and press the politicians to make the right decision,” Dov Kheinen, Member of Israeli Parliament, told RT.

Israeli law says that every Jew around the world has the right to Israeli citizenship, but for 400 children threatened with deportation, that citizenship is a distant reality. Actually, these children have no legal status in Israel, shared Yonatan Shahan of the Israeli Children Human Rights Organization, because according to the Israeli legislation if an immigrant gives birth to a child she loses her visa. As for public opinion on the case, “Actually the situation now is that, besides the Minister of Interior [Eli Yishai], no one objects to giving these children legal status, and he is the only one who really wants to deport them.” The reason not to grant citizenship to some of the children born in Israel is political, believes Shahan, but he thinks that the government can set new criteria and grant these children residency, and later, when they reach 21 years of age, citizenship. “It is important to say that Israel has no immigration law that was made by the parliament, it is all regulations of the Ministry of Interior. We hope that one of the fruits of this struggle will be that Israel will have a migration regulation made by the Knesset.”