Monday, June 10

F35: NEVROSI POPULISTA SEDATA CON BUGIE DI STATO

Neque imbellem feroces progenerant aquilae columbam.
(Le focose aquile non generano mai una pacifica colomba.)

Per il capo di stato maggiore della Difesa, l’ammiraglio Luigi Binelli Mantelli, “gli F35 sono una necessità sulla quale non c’è alternativa sul mercato” ma questo è vero solo per i 15 aerei destinati alla portaerei Cavour poiché non esiste nessun altro velivolo a decollo corto e atterraggio verticale col quale sostituire gli Harrier. Quindici aerei rappresentano un costo diverso da 90 e inoltre potrebbero forse venire  acquisiti tra alcuni anni in leasing dai marines statunitensi, magari negoziando con Washington l’utilizzo delle basi di Aviano e Sigonella. 
Certo la rinuncia al velivolo o la riduzione della commessa comporterebbero la perdita degli investimenti effettuati negli ultimi dieci anni pari a 2,5 miliardi ma se da un lato pacifisti e affini sostengono il no all’F-35 valutando quanti asili e treni si potrebbero costruire o quanti infermieri si potrebbero assumere con quel denaro, dall’altro le istituzioni politiche e militari difendono l’aereo di Lockheed Martin definendolo indispensabile e per giunta “di pace”. 

Invece di trasparenza e chiarezza , più che mai necessarie specie in tempi di grave crisi economica, tutti ci propinano propaganda unita a qualche buona dose di sedativo populista come la riduzione ulteriore dei costi della parata del 2 giugno, dietro la quale si cela l’assalto pacifista e del mondo del no-profit che vorrebbero far sfilare più volontari impegnati nel sociale e meno militari.

Più che giusto tagliare le spese superflue ma fa davvero ridere che a impedire alle Frecce Tricolori di  sorvolare i Fori imperiali sia uno Stato che non è riuscito a tagliare i costi della politica, i mega-stipendi dei dirigenti pubblici e neppure le province. Qualcuno dovrà spiegarci dove sia il costo aggiuntivo dal momento che i piloti delle Frecce devono effettuare regolarmente voli addestrativi già previsti in bilancio e le ore di volo costano la stessa cifra, che i jet sorvolino Roma o le campagne intorno a Udine.  

Sarebbe poi utile sapere perché le Frecce Tricolori in volo sulla capitale costano troppo il 2 giugno ma erano una spesa giustificata (circa la quale nessuno ha avuto nulla da eccepire)  il 20 aprile scorso, quando le loro scie verdi-bianco-rosse hanno accompagnato l’omaggio al Milite Ignoto in occasione della rielezione del presidente Giorgio Napolitano.  Misteri di una Repubblica a sobrietà variabile.

L’Italia infatti acquisterà il jet di Lockheed Martin ma doterà Aeronautica e Marina di una versione specifica che verrà denominata F-35P dove la “P” sta ovviamente per “Pace”La notizia si evince  dall’intervista rilasciata al quotidiano "Il Messaggero" dal ministro della Difesa, Mario Mauro. “Credo che siamo tutti quanti d’accordo nel riconoscere che il valore più importante che condividiamo nella nostra civile convivenza sia la pace. Sistemi di difesa avanzati, come l’F35, servono per fare la pace” ha detto Mauro. Una rivelazione davvero illuminante che induce a chiedersi dove avessero la testa coloro che hanno denominato quel velivolo Joint Strike Fighter, usando quindi termini quali “Strike” e “Fighter” che certo mal si addicono a un portatore di pace quale sarà l’F-35.