Thursday, November 27

U.E. : DIETRO-FRONT

Una posizione molto cauta, che se da un lato non equivale a non far nulla, dall’altro non vuole dare troppo fastidio a Mosca. La via di mezzo, per ora, è la strada intrapresa dal primo Consiglio UE degli Affari Esteri dell’epoca di Federica Mogherini che si è tenuto il 25 u.s. a Bruxelles. 

Secondo le prime indiscrezioni, i capi delle diplomazie dei 28 paesi UE avrebbero deciso per un allungamento della lista delle misure restrittive contro i separatisti dell'Ucraina orientale, ma nessuna sanzione economica contro la Russia e i suoi oligarchi.

Secondo quanto si apprende mentre la riunione dei ministri degli Esteri dei Paesi UE è ancora in corso, nelle conclusioni del Consiglio si prevede ampliamento della lista delle sanzioni contro i separatisti ucraini, con misure che comprendono il congelamento dei beni finanziari e limitazioni sui visti. 

I ministri degli Esteri europei vogliono da Kiev la "pronta formazione di un governo" e l'avvio delle riforme previste, e hanno chiesto ai servizi dell'Alto rappresentante Mogherini di preparare un elenco di "separatisti" da aggiungere alla lista dei sanzionati a titolo individuale con il congelamento dei beni e il divieto di viaggio. La decisione sui nuovi nomi verrà presa entro la fine del mese.

Il Consiglio, inoltre, sempre secondo quanto si apprende, non chiederà alla Commissione di preparare una nuova proposta con le sanzioni economiche contro la Russia per il suo ruolo nella crisi ucraina.

Ad oggi, 119 persone, separatisti e funzionari o businessmen russi, sono sotto sanzioni europee, cosa che implica il congelamento dei loro beni e il divieto di ingresso nell'UE. Le autorità ucraine si aspettavano verosimilmente qualcosa in più: ancora stamattina il ministro degli Esteri ucraino Pavlo Klimkin esortava l’Unione europea ad avere una sola voce e una posizione unitaria sulla Russia, così da mandare a Mosca “un messaggio chiaro”, esplicitando che ci saranno nuove sanzioni, se necessario. 

Lo scetticismo della Mogherini, rispetto alle sanzioni, d'altronde, è noto da tempo. "Aggiungere nuove sanzioni contro la Russia a quelle già in vigore non aiuterà a porre fine alla crisi in Ucraina orientale ed è necessario rilanciare un dialogo con Mosca", aveva ribadito alla vigilia del vertice.

Dalla NATO, al contrario, arrivano segnali di fermenti russi ai confini. "Confermo che abbiamo registrato un aumento dell'attività aerea russa intorno ai confini della NATO. Siamo vigili e preparati. Intercettiamo gli aerei russi quando si avvicinano", ha detto il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg, secondo il quale i mezzi intercettati quest'anno sono molti di più rispetto all'anno scorso. IPSE DIXIT.