Tuesday, August 25

PUTIN A HOLLAND: "O MI DAI LE NAVI O I SOLDI.

La Francia aveva proposto di restituire a Mosca circa 785 milioni di euro. Proposta avvenuta durante l'incontro a Yerevan tra il presidente russo Vladimir Putin e il capo di Stato francese Francois Hollande". Risposta di Putin:"o mi dai le navi oppure mi paghi tutti i danni".

Al Cremlino questa proposta proprio non è piaciuta, in quanto stimano che "i costi e le perdite" subiti dalla Federazione Russa a causa della rottura del contratto, ammontino a 1,163 miliardi di euro

In base alle clausole contrattuali, il termine ultimo che ammetteva il ritardo della consegna delle Mistral per condizioni di Force Majeure (evitando il pagamento di penali), è scaduto il 16 maggio 2015.

La scorsa settimana, il Canard Enchaîné ha smascherato in prima pagina il presidente francese François Hollande e i suoi ministri, che erano rimasti nel vago sugli effetti collaterali della rottura del contratto di vendita delle due portaelicotteri della classe "Mistral" alla Russia dopo il peggioramento delle relazioni tra i due paesi a causa della guerra in Ucraina. 

In un dossier corrosivo, il magazine  ha enumerato tutte le spese extra che la Francia sarà costretta a sostenere in ragione degli impegni presi al momento della firma (era il gennaio del 2011 e all’Eliseo c’era Sarkozy).Nonché le conseguenze nefaste dello strappo in termini di posti di lavoro. 

Come se non bastasse il grave danno economico, secondo i calcoli del settimanale, l’Esagono sborserà 2,4 miliardi di euro, pari al doppio rispetto a quanto pagato inizialmente da Mosca.

Fatto più grave, se fosse vero, è la beffa della documentazione tecnica (Progetto esecutivo) per la costruzione delle due portaelicotteri. 

Progetto con più di 150.000 pagine che la Francia aveva trasmesso alla Russia nel quadro del trasferimento di tecnologia previsto dal contratto, ma che ora stanno rendendo felici soltanto gli ingegneri del Cremlino, pronti a utilizzarle per fabbricare le loro versioni di Mistral.

Secondo quanto riportato dal sito Breizh-Info, i soldi del maxi rimborso (Mosca beneficerà della forte svalutazione dell’autunno 2014, ottenendo 25 miliardi di rubli in più rispetto ai 40 sborsati nel 2011)verranno versati nelle casse del Ministero della Marina russa per sviluppare nuovi progetti che rappresenteranno “una risposta russa al blocco-vendita delle due BPC Mistral”.

Avvalendosi del know-how francese, saranno insomma costruite delle nuove navi della classe "Mistral" made in Russia, con un Putin che già si gode lo “scippo” a Parigi.

François Hollande, nel frattempo,  spera di liberarsi delle due portaelicotteri, la Vladivostok e la Sébastopol, il prima possibile (Egitto e Arabia Saudita sono i principali soggetti interessati).

Attualmente, secondo quanto riportato da Breizh-Info, sono due i progetti in corso per creare un equivalente russo alle Mistral. 

Il primo, ha l’obiettivo di creare entro il 2030 una flotta di portaerei della classe "2300E Shtorm" a propulsione nucleare (85.000 tonnellate, 70 velivoli imbarcati) o tradizionale (65.000 tonnellate, 55 velivoli imbarcati). Il tutto, in seguito alla modernizzazione dei cantieri navali di Severodvinsk

Il secondo, che è il più importante tra i due progetti anche perché si farà in tempi più rapidi, riguarda la costruzione di una flotta di portaelicotteri sul modello delle Mistral (e quindi con il supporto della precisissima documentazione tecnica francese giunta a Mosca dopo la firma del contratto nel 2011). 

Battezzato “Lavina-Priboï” (Valanga-marea), il progetto doterà la Russia di navi che potranno imbarcare fino a 8 elicotteri, 60 blindati e 500 militari. Secondo l’alto comando russo, le portaelicotteri saranno protette da sistemi di difesa di nuova generazione e la loro costruzione potrebbe già iniziare nel 2016 a San Pietroburgo. 

Sullo sfondo dei silenzi dell’Eliseo, delle dichiarazione fumose del ministro della Difesa, Jean-Yves Le Drian, e della battaglia delle cifre che ha spinto due deputati dei Républicains, Philippe Meunier e Philippe Vitel, a creare una Commissione d’Inchiesta sui costi reali della mancata consegna delle due navi della discordia, si apre dunque un altro capitolo imbarazzante della saga rocambolesca delle navi Mistral, che conferma quanto i grandi vincitori siano i russi. Altro che “buon accordo”, come aveva dichiarato Hollande.

Per completare l’opera, il Canard Enchaîné ha pubblicato la confessione di un generale dell’Esercito francese, Bernard Norlain, che ha sbugiardato il ministro delle Finanze Michel Sapin. Il ministro, aveva smentito i calcoli del settimanale . 

"La fattura è molto più elevata rispetto a quanto annunciato dal governo, ossia 785 milioni, ammette Bernard Norlain". Se si tiene conto di tutte le spese indotte, sarà almeno di due volte superiore rispetto alle stime ufficiali”.

Quanto costerà a Parigi il mancato adempimento del contratto? Il settimanale francese "Le Point" riferisce che la rottura dell'accordo prevede un costo di 5 miliardi di euro.

Il costruttore navale francese, DCNS, perderà profitti attesi pari ad 1 miliardo e 200 milioni di euro, non guadagneranno 890 milioni di euro gli altri fornitori coinvolti nella realizzazione della commessa. 

Aggiungiamoci anche l'ormeggio e la manutenzione delle due portaelicotteri , sino ad oggi, i quali costi generano spese mensili di circa 5 milioni di euro

A questo si aggiungono le penali per la rottura del contratto e i danni causati alla parte russa.