Wednesday, September 16

LA FINE DELLA JUGOSLAVIA SARA' LA FINE DELL'EUROPA

Fummo presenti nel 1999, durante una conferenza sulla “pace” a Rambouillet, in Francia, i serbi furono sottoposti alle tattiche ipocrite da parte di Washington. Il presidente era Bill Clinton. Lo stesso Clinton della fellatio con la stagista Monika Lewinsky. Lo scandalo ebbe, stupefacenti, ripercussioni mondiali. 

Accusato, di impeachment per falsa testimonianza e ostruzione della giustizia, venne salvato a fine 1998 dai suoi avversari politici: tutti i senatori repubblicani (John McCain in primis). Perche? 

Nel corso della sua testimonianza di fronte al Grand Jury del 17 agosto 1998 Bill Clinton  -dopo avere mentito, più volte, alla nazione negando ogni addebito-  ammise, candidamente, dopo mesi, di avere avuto una "relazione fisica impropria" con la stagista. 

Venne assolto dal Congresso. Ma il prezzo che dovette pagare era di iniziare una guerra in Jugoslavia.  

Ecco che, immediatamente, le carte in tavola -tra USA e Jugoslavia- furono cinicamente e velocemente stravolte. 

«L’accordo di Rambouillet comprendeva un "allegato B segreto", che la delegazione statunitense inserì all’ultimo momento». 

La clausola, in esso scritta, esigeva che tutta la Jugoslavia – un paese con ricordi amari dell’occupazione nazista – fosse messa sotto occupazione militare, e che fosse attuata una “economia di libero mercatocon la privatizzazione degli immensi beni appartenenti al governo jugoslavo


"La punizione fu rapida; le bombe della NATO caddero su di un paese indifeso". La pietra miliare delle catastrofi era stata posata. 

Negli anni successivi, seguirono le catastrofi dell’Afghanistan, poi dell’Iraq, della Libia, della Siria, dell’Ucraina, dello Yemen, della Somalia e di tanti altri paesi. 

Dal 1945, più di un terzo dei membri delle Nazioni Unite 69 paesi hanno subito alcune o tutte le seguenti situazioni per manus militari americana

Questi popoli sono stati invasi, i loro governi rovesciati, i loro movimenti popolari soppressi, i risultati delle elezioni sovvertiti, la loro gente ombardata e le loro economie spogliate di ogni protezione, le loro società sottoposte a un assedio paralizzante noto come “sanzioni”

Lo storico britannico Mark Curtis stima il numero di morti in milioni. «Come giustificazione, in ogni singolo caso una grande menzogna è stata raccontata». 

Guai se la denuncia del nazi-fascismo, risuonata nel 70° anniversario della liberazione di Auschwitz, serve a depistare l’opinione pubblica dall’altro fascismo, il “nostro”, fondato sulla menzogna che giustifica le peggiori, sistematiche aggressioni. 

Per esempio la Libia di Gheddafi, travolta dopo la decisione di costituire una banca africana e una moneta alternativa al dollaro. E la Jugoslavia, rasa al suolo dopo la decisione della Germania di riconoscere i separatisti croati e sloveni.

Vergognoso. Inaccettabile. Ipocrita. Doloroso avere visto un grande Stato, multientico, come la Jugoslavia, circuito e manipolato da geopolitiche e luridi interessi materiali. 

E avanti così, sino salla Siria alla Ucraina di oggi. 

Rimanendo attoniti per le contorsioni terrificanti del cosiddetto ISIS, fondato, invero, su unità di terroristi addestrati dall’Occidente in Libia contro Gheddafi, poi smistate in Siria contro Assad e quindi, nuovamente, ri-dirottate in Iraq. 

Tutto questo possiamo chiamarlo come vogliamo, ma è, e reasta puro imperialismo fascista. E’ il “nostro” fascismo europeo e statunitense, quotidiano. «Iniziare sempre una guerra di aggressione al fine di imbottire banche e multinazionali di soldoni».

Nel 1946 i giudici del tribunale di Norimberga, dissero:«non è soltanto un crimine internazionale, ma è il crimine internazionale supremo». Se i nazisti non avessero invaso l’Europa, Auschwitz e l’Olocausto non sarebbero mai accaduti. Che ne dite della accomunanza con, solo per ultimo, l'Iraq, l'Afghanistan, la Somalia, l'Egitto, lo Yemen, la Ucraina, la Siria e la Libia?

«Se gli Stati Uniti e i loro vassalli non avessero iniziato la loro guerra di aggressione in Iraq nel 2003, quasi un milione di persone oggi sarebbero vive, e lo Stato islamico, o ISIS, non ci avrebbe in balìa delle sue atrocità». 

I nuovi “mostri” sono «la progenie del fascismo moderno, svezzato dalle bombe, dai bagni di sangue e dalle menzogne, che sono il teatro surreale conosciuto col nome di “informazione”»

Infatti, «come durante il fascismo degli anni ‘30 e ‘40, le grandi menzogne vengono trasmesse con la precisione di un metronomo grazie agli onnipresenti, ripetitivi media e la loro velenosa censura per omissione». 

Non dimentichiamo che in Libia, nel 2011 la NATO a stelle e strice, ha effettuato 9.700 attacchi, più di un terzo dei quali mirato ad obiettivi civili, con strage di bambini. Bombe all’uranio impoverito, Misurata e Sirte bombardate a tappeto, come accaduto nel 1999 in Jugoslavia. 

L’omicidio di Gheddafi «è stato giustificato con la solita grande menzogna: stava progettando il “genocidio” del suo popolo». Se gli USA avessero esitato, disse Obama, la città di Bengasi «avrebbe potuto subire un massacro che avrebbe macchiato la coscienza del mondo». 

Peccato che Bengasi (vedi Chris Stevens) non sia mai stata minacciata da nessuno: «Era un’invenzione delle milizie islamiche che stavano per essere sconfitte dalle forze governative libiche». 

Le milizie, dissero alla “Reuters” che ci sarebbe stato «un vero e proprio bagno di sangue, un massacro come quello accaduto in Ruanda». La menzogna, segnalata il 14 marzo 2011, ha fornito la prima scintilla all'inferno della NATO, definito da David Cameron come «intervento umanitario». 

Molti dei “ribelli”, segretamente armati e addestrati dalle SAS britanniche, sarebbero poi diventati ISIS, i famosi decapitatori di “infedeli”. 

«Per Obama, Cameron e Sarkozy, il vero crimine di Muhammar Gheddafi era l’indipendenza economica della Libia e la sua dichiarata intenzione di smettere di vendere in dollari USA le più grandi riserve di petrolio dell’Africa», minacciando così il petro-dollaro, che è «un pilastro del potere imperiale americano». 

Gheddafi aveva tentato con audacia di introdurre una moneta comune in Africa, basata sull’oro, e voleva creare una banca tutta africana per promuovere l’unione economica tra i paesi poveri ma dotati di risorse pregiate. 

«Era l’idea stessa ad essere intollerabile per gli Stati Uniti, che si preparavano ad “entrare” in Africa corrompendo i governi africani con offerte di Clinton e Blair di collaborazione militare». 

Così, “liberata” la Libia, Obama «ha confiscato 30 miliardi di dollari dalla banca centrale libica, che Gheddafi aveva stanziato per la creazione di una banca centrale africana e per il dinaro africano, valuta basata sull’oro». 

La “guerra umanitaria” contro la Libia aveva un modello vicino ai cuori liberali occidentali, soprattutto nei media, ricordando che, nel 1999, Bill Clinton e Tony Blair inviarono la NATO a bombardare la Jugoslavia, «perché, mentirono, i serbi stavano commettendo un “genocidio” contro l’etnia albanese della provincia secessionista del Kosovo». 

L’ambasciatore americano David Scheffer affermò che «circa 225.000 uomini di etnia albanese di età compresa tra i 14 e i 59 anni potrebbero già essere stati uccisi». Sia Clinton che Blair evocarono l’Olocausto e «lo spirito della Seconda Guerra Mondiale». 

L’eroico alleato dell’Occidente era l’UCK, Esercito di Liberazione del Kosovo, "famosa organizzazione criminale combattuta sin dai tempi del Maresciallo Tito". 

Finiti i bombardamenti della NATO, con gran parte delle infrastrutture della Serbia in rovina  insieme a scuole, ospedali, monasteri e la televisione nazionale, le squadre internazionali di Polizia scientifica scesero sul Kosovo per riesumare le prove del cosiddetto “olocausto”. 

L’FBI non riuscì a trovare una singola fossa comune e tornò a casa. Il team spagnolo fece lo stesso, e chi li guidava dichiarò con rabbia che ci fu «una piroetta semantica delle macchine di propaganda di guerra». 

Un anno dopo, un Tribunale delle Nazioni Unite sulla Jugoslavia svelò il conteggio finale dei morti: 2.788, cioè i combattenti su entrambi i lati, nonché i serbi e i rom uccisi dallUCK. «Non c’era stato alcun genocidio

"L’olocausto" era una menzogna». 

La nuova Germania unita, aveva iniziato a spingersi ad est per accaparrarsi il suo "mercato naturale nelle province jugoslave di Croazia e Slovenia". 

Sicché, «prima che  gli europei si riunissero a Maastricht nel 1991 a presentare i loro piani per la disastrosa Eurozona, un accordo segreto era stato approvato: la Germania avrebbe riconosciuto la Croazia e la Slovenia». Quindi, «il destino della Jugoslavia era segnato». 

La solita macchina stritolatrice: «A Washington, gli Stati Uniti si assicurarono che alla sofferente economia jugoslava fossero negati prestiti dalla Banca Mondiale, mentre la NATO, allora una quasi defunta reliquia della guerra fredda, fu reinventata come tutore dell’ordine imperiale». 

Ed oggi,  è più pericolosa che mai. Perchè la NATO niente altro è: che gli USA camuffati da Europa.