Saturday, April 18

LETTERA APERTA A QUELLA ACCOZZAGLIA DI CARNEADI

Caro (b)uffone, che siedi a Palazzo, in dubbia compagnia dell'etereo ermafrodita regista che ti sculetta accanto. Il mio primo impulso, trasformatosi in pensiero, è stato quello di venire da Milano a Roma per strangolarvi tutti quanti, con le mie mani. Senza autorizzazione e senza mascherina.

“Mi ha infastidito, profondamente, il tono della tua voce falsa-paternalistica-a-reti-unificate- indirizzata al povero orecchio del pubblico italiano. 

Ma, poi, nonostante aver avuto una forte "camomilla milanese", vidi masochisticamente, per sbaglio, Giovanni Floris in "di-m-arte-dì". Dopo quella melma-catatonica sulla 7: avrei vomitato. 

Però, stamane, ancora con un piccolo prurito alle gonadi mi sono seduto e ho cominciato a scriverti. Iniziando proprio da te che sei un (b)uffone!!!

Che come un'Idra di Lerna, hai moltiplicato altre teste di C.... pardon "d'Idra" che hai messo a palazzo con l'intento di farci pisciare il cervello -ogni mattina, pomeriggio, sera e notte, senza pietà, TRA LE CHIACCHIERE DI QUEI CIALTRONI CHE DANNO "VERI NUMERI DI FOLLIA" NATI FORSE DA UNA DIARREA COGITATIVA LIBERATORIA.

ALTRI, CINICI CARNEADI SCIENZIATI, GIOCAVANO AL LOTTO SULLA PELLE DI VERE PERSONE -CHE COME MOSCHE- MORIVANO AD OGNI ORA PER MOSTRUOSA INCAPACITA' DI GESTIONE DELLA COSA PUBBLICA DA PARTE TUA!!! 

Tu e le tue TESTE D..IDRA -giorno e notte- per quasi tre mesi, presenti in tutte le trasmissioni TV condotte anche da baldracche corrotte al silicone e di lussuriosi marchettari, spacciati per pseudo-giornalisti, ma in realtà, avidi di soldi, potere e spargere a più non posso:"DISINFORMAZIONE" solo per aggraziarsi e appagare il tuo EGO MALATO.

Ci hai trattato come un popolo di bambini viziati e anomici, vittime di pulsioni infantili, incapaci di comprendere la gravità della situazione e di agire di conseguenza. Il messaggio che sentiamo da te, ripetere insistentemente è: ‘State tutti a casa’. 

Nessuno lo accompagna, però, con una dose di informazioni adeguata, né con un quadro chiaro della situazione. Qualcosa che spieghi alle persone perché devono fare quello che gli si ordina. 

Ognuno dice la sua. I comitati di esperti, i capi dei partiti, i vertici delle istituzioni, sia nazionali, sia locali. Il risultato è una babele di messaggi che costringe a obbedire alla cieca. Senza avere una limpida e reale conoscenza di ciò che sta succedendo”. 

Oppure, magari, si fosse materializzato qualche ectoplasma di Ducesca Storia Imperiale Romana, per darci conto della VERA situazione di merda in cui ci troviamo e dei ritardi dolorosi che ancora ci attanagliano la gola e di chi, o cosa , si stia facendo per risolverli.

Dobbiamo inventarci "sic et simpliciter"un uomo decente, forte in cultura sociale e onestà morale, che ci tracci un lungo orizzonte temporale, e che allo scadere delle parole date, le cose ripartino, realmente, secondo un vero piano stabilito.

A ragione di tutto questo sopra elencato, Macron ha chiesto ai francesi di fidarsi della République. E ci è riuscito, alla grande! Altro che i (b)uffoni cortigiani e puttane markettare sui social.

Un Uomo, volevamo, che avesse trattato TUTTE le persone che lo ascoltavano da cittadini adulti e responsabili. Chiedendo la loro collaborazione, spiegandogli , soprattutto, perché era necessaria. Dando la reale sensazione -a pelle–  di conoscere i veri  fatti in essere !! Lui NIENTE!!!

Bravò Macron che in una situazione d’emergenza, come questa, abbia spinto la Francia a dare un ordine al caos. L’Italia no”. Lo sappiamo molto bene a cosa sia servito il risorgimentale rigurgito dei Savoia mangiandosi l'Italia e tutte le sue Casse deposito e prestiti. Rimpinguando i forzieri piemontesi. E bravò Garibaldì!

Ma sto (b)uffone a chi lo diamo? 

Il problema è che, in Italia, oltre a un conflitto tra stato centrale e regioni, c’è stato un proliferare di task force, comitati, gruppi di tecnici. Abbiamo assistito, stupefatti,  al dilagare della competenza e dell’incompetenza.

La maggior parte sono semplici idioti, parvenu e ladri. E di questo vergognoso nulla, che niente a che fare con l’architettura istituzionale, bensì l'ignoranza e la poca cultura politica fatta da piccoli peones non seri e non rispettabili.

Sissignori, avete ragione, i medici sono necessari, ma non bastano. In nome della Salute Pubblica non si può sospendere l’intero spettro dei bisogni umani e sociali. Non in maniera indefinita, quantomeno. 

Manca l’indicazione di una prospettiva oltre l’emergenza. Un discorso che dia un senso collettivo agli enormi sacrifici che tutti stanno facendo. L’orizzonte dei fini verso cui tendere è completamente buio, al momento.

Già Leopardi parlava della mancanza di fede pubblica di cui è afflitto il nostro Paese. Le istituzioni italiane non si fidano del popolo italiano. Il popolo italiano non si fida delle istituzioni. 

È questo il circolo vizioso che c’è sempre stato. La novità è che gli italiani hanno dato prova di un senso civico sorprendente ed enorme, pur di fronte alla confusione, all’incertezza, all’impreparazione, agli scontri quotidiani tra il governo e le regioni. 

Per vivere, abbiamo bisogno di regole, ma di regole che siano basate sul sapere, che siano in grado di dare una motivazione ai doveri. Noi, invece, siamo stati fatti prigionieri senza avere contezza di ciò che sta accadendo. 

Così è difficile supporre che la fiducia nelle istituzioni duri a lungo. I filosofi, gli studiosi, gli scrittori, gli intellettuali, non si accorgono mai davvero delle cose che accadono, mentre accadono. Non so dirvi, onestamente, cosa stia, veramente, cambiando nel nostro modo di organizzare la nostra vita. 

L’impressione è che siamo di fronte a un’apocalisse, nel senso originario del termine: una rivelazione, il cui contenuto è difficilissimo da decifrare in maniera completa. Un bisogno enorme di uguaglianza è emerso chiaramente. 

È sotto i nostri occhi. Perché si può vivere questo isolamento in maniera indolore, oppure in maniera infernale. La differenza non la fa la psicologia. La fa la condizione sociale. Se ho una villa, me la cavo. Se sto con l’intera famiglia in un piccolo appartamento della periferia urbana, soffro come un cane. 

La storia sembra insegnarci che ogni grande crisi suscita nell’umanità imprevisti risvegli. 

Il regno dei fini però non nasce a comando, schematicamente, in maniera automatica. Nasce sempre nelle singole vite. Nelle stagioni felici dell’uomo, accade che la stella della vocazione si accenda in molte persone contemporaneamente. 

Così una stella, più un’altra stella, più un’altra ancora, e ancora un’altra, possono formare una grandiosa costellazione. Di cui ciascuno non vede che la propria piccola luce. Ma che, tutte insieme, illuminano la strada che porta l’umanità altrove. DOVE NON CI SEI TU!!! (b)UFFONE!!!