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Saturday, February 11

A FRONTE PRECIPITIUM , A TERGO LUPI


Magia tipica italica: "puff... spariscono i fratelli Giulio e Francesca Maria Occhionero, superlaureati e oggi, paff.... arrivano gli hackers russi.". 

Gli italiani, lettori, ascoltatori, smartphonisti, videodipendenti, da ieri devono dimenticare le palle gonfie che ci hanno fatto i "giornalai italiani" sui due fratelli Occhionero, sostituendoli "voilà" con Putin e i suoi putinini hackeronisti. Minchia, che pazienza bovina ci avete popolo bùenista.

Solo i "giornalai italiani" riescono a montare tempeste tropicali, diluvi universali, glaciazioni e desertificazioni tra Bolzano e Ragusa. Solo loro riescono a far dimenticare alla Penisola italica, il giorno dopo, quanto sia stato il loro grado di vaneggiamento, ignoranza e/o,  "istruzioni" ricevute. Veniamo ai fatti.

È il 2 ottobre quando Giulio Occhionero, intercettato telematicamente dal 23 agosto 2016, comincia a sospettare di essere finito nel mirino. Da un solo giorno gli investigatori della Polizia postale hanno iniziato una intercettazione telematica attiva sul computer connesso alla linea fissa in casa, ma l’uomo è già in allerta: a un’intercettazione sembra che qualcuno lo abbia avvertito. 

Dopo aver effettuato una verifica sui certificati Microsoft invia una mail alla sorella Francesca Maria: “Ad ogni modo è valido pure sui server (Moscow) americani quindi dubito che abbiano dato ad un’autorità italiana il privilegio di infettare macchine americane“. Lei risponde subito dopo: “Bravo! Possiamo tranquillizzarci (un po’)

Il 10 gennaio scorso, la Polizia postale, ha arrestato i due fratelli per avere hackerato le e-mail di notabili politici come il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, e l'ex presidente del Consiglio, Matteo Renzi, del ministro degli Esteri Gentiloni e ancora decine, centinaia di altre importanti utenze istituzionali.

Fosse per il cognome dei due fratelli (Occhionero) arrestati per cyberspionaggio, per il programma informatico, che hanno usato e che dà il nome all’inchiesta della Procura di Roma:" Eye Piramide".

Naturalmente è doveroso attendere gli sviluppi giudiziari dell’indagine del Centro Nazionale Anticrimine Informatico per la Protezione delle Infrastrutture Critiche. Il C.N.A.I.P.I.C. 

L'’impressione è di essere di fronte ad una spy story di primo livello. Dove due professionisti (lui ingegnere nucleare, lei cittadina USA che ha lavorato in Italia come consulente del governo americano) residenti a Londra e domiciliati a Roma, tra il 2011 ed il 2016 sono entrati nel cuore dello Stato e, più in generale, nel sistema di potere e nella politica italiana, istituzioni comprese. 

Incamerando – attraverso un elenco di quasi ventimila username – una massa enorme di dati e informazioni sensibili, civili e militari, archiviati e custoditi in alcuni server negli Stati Uniti con un metodo di catalogazione preciso e articolato.

Matteo Renzi e Mario Monti, dell’ex Governatore della Banca d’Italia e oggi Presidente della BCE, Mario Draghi, e dell’ex Comandante generale della Guardia di Finanza, Saverio Capolupo, per disegnare il profilo dell’attacco volto, scrivono i magistrati, al «procacciamento di notizie concernenti la sicurezza dello Stato con accesso abusivo al sistema informatico e intercettazione illecita di comunicazioni informatiche». 

E basta ricordare che anche l’ENAV, la società che controlla e garantisce il traffico aereo civile in Italia, dunque un’infrastruttura di assoluto interesse nazionale strategico, è stata oggetto dell’hackeraggio che nel marzo scorso ha fatto scattare l’allarme.


Possibile siano stati solo una coppia di professionisti (lui, massone molto interessato ai giochi di potere al vertice della Massoneria) svelti di mente e di mano e con buone relazioni sociali che con il loro “Eye Pyramid” hanno messo in piedi per fini di lucro personale uno spionaggio di questa portata? È possibile che un sistema diffuso di potere con al centro lo Stato e le sue funzioni più delicate, per cinque anni, non sia riuscito a sventare l’aggressione, alzando di fatto bandiera bianca di fronte agli Occhionero?

Ruslan Stoyanov, top manager della Kaspersky Lab, la più grande azienda russa che opera nel settore della cybersicurezza e degli antivirus, è stato arrestato a Mosca lo scorso dicembre anche se la notizia è trapelata solo ora

A renderlo noto è stata la stessa società, specificando però che le indagini sull'uomo sono relative a un periodo che precede la sua assunzione e che il «lavoro svolto dalla nostra squadra di ricercatori, il Computer Incidents Investigation Team, non è coinvolto da questi sviluppi».

Friday, August 9

INDECENT PROPOSAL FROM SAUDI RETURN BACK TO U.S.

Vladimir Putin rejected Saudi Arabia’s proposal of $15 billion in weapons contract and protections of Russia’s gas interests in the Middle East if the Country abandons its stance on Syrian crisis, according to diplomats involved to a negotiations process.

The information became public after a meeting between the Russian president and Prince Bandar bin Sultan bin Abdulaziz Al-Saud, general secretary of the National Security Council of Saudi Arabia, in Moscow.

The proposal of Saudi side would come into force if Russia agrees not to oppose any upcoming resolutions by the UN Security Council on Syria.

As Prince suggested, there is only one way to solve Syrian civil conflict – a military operation. In order to start it, nference because the Syrian opposition is not going to attend it as there is no unity among its groups and their lRussia should forget about the Geneva-2 international peace coeaders.

Any direct involvement in the region by either the US or any former European colonial powers would be perceived as an affront. “But with the given arrangement, any initiatives by the influential, authoritarian regional super power (and Saudi Arabia is undoubtedly that) are taken for granted”.

Some Russian experts believe that the Gulf State acts according to the US agenda.“Clearly, this is stove-piping,” director of the Institute of Oriental Studies, Vitaly Naumkin, told Interfax news agency. 

“Its purpose is either to influence the position of the Syrian authorities or, more likely, to discredit Russia. To sow doubt on the fact that Moscow has a serious and reasoned position on Syria, and to create the impression that Russia may change its point of view in exchange for Saudi promises.”

Saudi Arabia is the main U.S. ally in the region and chased the goal to become a major power in the Middle East. As for today only two Countries oppose its plan: Syria, which is torn by the ongoing crisis, and Iran, which is put under serious pressure from the international community.

Yet, there has been no official commentaries coming from Moscow or Riyadh about the results of the meeting.