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Monday, May 25

5G TERREMOTO FINANZIARIO

Un report della Brookings Institution di Washington DC ripercorre i rapporti fra Italia e Cina. Il M5S ha rapporti organici con Pechino, e il suo alleato al governo, il PD, non fa niente per raddrizzare il tiro.  5G e Golden Power? Le leggi non bastano, l'ultima parola è della politica “Giocando con il fuoco”. 

Il titolo del nuovo report della Brookings Institution, prestigioso think tank di Washington DC, sulla politica italiana e le sue scelte internazionali, è già un programma. Il nuovo paper è un riflettore acceso dagli Stati Uniti sulla special relationship fra Italia e Cina. 

O meglio, fra questa politica italiana e la Cina, se è vero che mai come negli ultimi due anni, con i governi Conte 1 e bis, l’Italia si è avvicinata al Dragone. Il Movimento Cinque Stelle è un caso di scuola per il think tank. 

“Con il recente governo Cinque Stelle-Lega, i rapporti fra Italia e Cina sono diventati un punto di discordia fra i partner della coalizione”. “La richiesta dei Cinque Stelle di un approccio alternativo alla politica estera, soprattutto vis-à-vis Paesi come Cina e Russia, si è tinta di un forte euro-scetticismo e di un più lieve anti-americanismo”.

La passione cinese del Movimento, scrive la visiting fellow Giovanna De Maio, è rimasta intatta nel passaggio da un governo all’altro. Ed è stata suggellata da una scelta del ministro degli Esteri Luigi Di Maio. Ovvero “trasferire le competenze per la promozione internazionale degli interessi delle aziende e dei brand italiani al ministero degli Affari Esteri”.

Il trasloco dell’ICE dal MISE alla Farnesina, così come la scelta di nominare capo di Gabinetto l’ex ambasciatore a Pechino Ettore Sequi, scrive Brookings, è “un segno che il M5S vuole un maggiore controllo sull’agenda economica italiana e assicurare continuità nell’apertura dell’Italia alla Cina”.

Se un merito si vuole proprio riconoscere alla posizione del M5S, è quello di essere chiara, inequivocabile. Lo stesso non si può proprio dire per i suoi partners di governo, il PD Nicola Zingaretti, l'IV di Matteo Renzi. 

Sul dossier cinese, al Nazareno, l’ambiguità regna sovrana. “Il PD, che ha sempre avuto una visione transatlantica della politica estera, è rimasto sostanzialmente in silenzio sul tema della Cina”.  “Il silenzio è probabilmente motivato dalla paura di destabilizzare ulteriormente un governo già precario”, sentenzia Brookings.

Un focus a parte è dedicato a una delle questioni più scottati dell’agenda di politica estera: la rete 5G

Quando si discute di 5G si parla di Sicurezza Nazionale, di Politica Estera e Difesa, di Politiche Industriali, di Politica Sanitaria, ecc... 

La rinascita dell'Italia passa anche da politiche tecnologiche lungimiranti capaci di coniugare le libertà politiche e civili con l'economia digitale più avanzata. Nessuno deve sottrarsi a questa sfida. L'analisi convincente di Mayer.

A differenza degli Stati Uniti e di altri Paesi democratici in Italia il processo di interazione tra Agenzie di Intelligence e decisori governativi è raramente oggetto di ricerca accademica e riflessione pubblica. 

Se non vogliamo che le disposizioni previste dalla Legge 124/2007 in materia di cultura della Sicurezza restino sulla carta non basta continuare con i road show lodevolmente promossi dal DIS nelle aule universitarie. 

Senza intaccare di un millimetro la massima segretezza e il massimo riserbo che devono caratterizzare l’intera attività del comparto, la fisiologica dialettica tra organismi di Intelligence e decisori politici è materia da approfondire anche nel nostro Paese come avviene in ogni democrazia matura.

Supponiamo che in sede CISR (Comitato Interministeriale per la Sicurezza della Repubblica) il dossier tecnico sul 5G sia interpretato diversamente da diverse componenti dell’esecutivo

Per esempio la componente A non dà troppo peso alle preoccupazioni espresse in sede tecnica (in merito alla protezione dei dati) perché essa ritiene prioritario attuare integralmente il memorandum per la Via della Seta siglato dal governo Conte 1 (telecomunicazioni incluse). 

La componente B, invece, é più prudente. Essa auspica che il “CISR tecnico” previsto dalla legge 124/2007 svolga un supplemento di istruttoria. Si tratta di capire se i desideri espressi della componente A (Telecom/Via della Seta siano compatibili con quanto previsto in materia di sicurezza cibernetica nazionale e telecomunicazioni) nell’ambito dell’Alleanza atlantica. 

In uno scenario ipotetico come quello che ho appena descritto i profili tecnici e quelli politici sono nitidamente distinti. Gli organismi di Intelligence – giustamente gelosi delle loro prerogative – devono dire come stanno le cose fornendo ai politici il massimo dei supporti informativi; il decisore politicoil Governo – (e ovviamente la sua maggioranza parlamentare) devono decidere.

Il futuro del 5G in Italia non, infatti, è materia che può restare chiusa nelle segrete stanze. Non stiamo parlando di garanzie funzionali, di fondi riservati, di protezioni delle fonti, di classifiche di segretezza, di segreto di Stato, di servizi collegati, di operazioni Humint, Sigint o quant’altro.

Inaugurando la fase due il presidente Conte è stato molto netto: “L’Italia che vogliamo è più verde, digitale e inclusiva”. Bene più digitale, ma come? Il 5G ha implicazioni strategiche di lungo periodo per il sistema Paese come sottolineato più volte anche in sede COPASIR

È decisivo per il futuro del Sistema Italia, per la protezione del suo grande patrimonio scientifico, tecnologico e industriale; è altrettanto determinante per evitare che il totalitarismo digitale promosso dai regimi illiberali eroda i principi democratici del nostro ordinamento costituzionale. 

Se posso permettermi un suggerimento al presidente del Consiglio – più che preoccuparsi di concentrare nelle sue mani le competenze previste dalla Legge 124 – dovrebbe da un lato potenziare il ruolo del CISR, dall’altro “stanare” i leader dei partiti della sua stessa maggioranza.

È davvero strano che Vito Crimi, Nicola Zingaretti, Matteo Renzi, Roberto Speranza non abbiano - tutt'oggi - niente da dire su una materia così importante. 

E il discorso non può peraltro limitarsi alla maggioranza; il presidente ha recentemente dichiarato “con le opposizioni noi abbiamo il dovere di proporre, di confrontarci, di dialogare”. 

Sarebbe interessante sapere cosa Matteo Salvini pensa delle politiche digitali della Russia? 

O cosa Forza Italia pensa del Social Credit System cinese? 

La rinascita dell’Italia passa anche da politiche tecnologiche lungimiranti capaci di coniugare le libertà politiche e civili con l’economia digitale più avanzata. Nessuno deve sottrarsi a questa sfida.

Come è noto gli USA ritengono un rischio l’accesso al 5G di aziende cinesi vicine al PCC (Partito Comunista Cinese). In una parola, Huawei, il campione della telefonia mobile di Shenzen coinvolto in una guerra senza esclusione di colpi con l’amministrazione Trump.

In Italia, l’azienda di Ren Zhengfei ha una presenza solida, e consolidata negli anni. Il governo ha di molto rafforzato la struttura normativa preposta alla protezione della rete con il Perimetro di sicurezza nazionale cibernetica, ma non ha valutato, come invece richiesto dal governo USA, un’esclusione diretta di Huawei.

L’idea, peraltro condivisa da altri Paesi UE, è che i rischi possano essere “mitigati” con interventi ad hoc

Non convince la Brookings, che scrive: “La natura complessa di questa tecnologia rivoluzionaria rende difficile fornire qualsiasi garanzia sulla sicurezza, a causa del rischio di una backdoor, nascosta da Huawei, per aver accesso ai dati”. 

“L’assenza di una strategia di lungo periodo e una strategia cinese espone davvero l’Italia ai rischi di un boomerang economico”, spiega il think tank. 

Dai takeover ventilati delle aziende italiane agli investimenti diretti esteri, il rischio che la Cina approfitti delle maglie aperte dalla crisi economica è tutt’altro che remoto. 

“In assenza di una risposta imponente e coordinata a livello europeo, l’Italia si affiderà sempre più alla Cina per gli investimenti e altra assistenza economica”. È un pericolo, in assenza di condizioni che, per il momento, non esistono.

“Senza una supervisione sostanziale e una strategia previdente del governo per proteggere i settori strategici – ma soprattutto senza stabilità politica e un approccio alla Cina coerente nel tempo – l’Italia rischia di finire sommersa dalla potenza economica e tecnologica cinese”. 

Gli strumenti normativi di screening degli investimenti in Italia ci sono, e sono “robusti”, spiega il report. Ma l’ultima parola spetta comunque alla politica

A differenza degli USA, non esiste un meccanismo di screening indipendente come il CFIUS (Committe on Foreign investments of the USA). “Nonostante l’ampiamento della legge sullo screening, la decisione di applicare il “golden power” è alla fine una decisione politica”.

Tuesday, March 24

ESM, EC, ECB, OMT, BLA, BLA, BLA, BLA, BLA, BLA...

By Stefan Vlahovich - ESM and the European troika is a term used, especially in the media, to refer to the decision group formed by the European Commission (EC), the European Central Bank (ECB) and the International Monetary Fund (IMF). The usage arose in the context of the "bailouts" of Cyprus, Greece, Ireland and Portugal necessitated by their prospective insolvency caused by the world financial crisis of 2007–2008.

To launch EU bonds with a common guarantee, like the Coronabonds, not even. There are even those who propose a "donation of 20 billion from Germany to Italy, as long as no automatisms are inserted at European level". The ideas of Berlin's economic gotha ​​on how to support the countries most affected by the Coronavirus epidemic are first of all a corollary of the concept of solidarity of a certain German elite, unshakable even at the dawn of a potentially catastrophic global recession.

At the Eurogroup, the economic ministers of the euro area will discuss how to deal with the crisis that is now all coming and with a disastrous impact. In a nutshell, there are two orientations in the field: a debt instrument with some form of common guarantee, such as the Coronabonds (euro area bonds sponsored by southern countries and opposed by Northern Europe contrary to any form of risk sharing) or the use of credit lines in the Mes, where necessary to be accompanied by a Eurobond but in any case linked to "conditionality", more or less stringent constraints for the countries that access financial support instruments. 

The Ministry of Finance of the Netherlands has confirmed it, another country which together with Germany and Finland is part of the so-called "rigorists", reiterating that they will undertake to "guarantee the respect of an adequate form of conditionality for each instrument as required by the current ESM Treaty ". In other words, I'll give you the money as long as I can control how you spend it, perhaps by sending the notorious troika.

Anyone who advises the German Federal Government or has done so in the past is on the Dutch line. The gift of honesty should be recognized for the former president of the prestigious IFO Hans-Werner Sinn. What the ECB is doing with the measures announced last week is to "first and foremost" help the "French and German" banks, he said on DLF radio a few days ago. 

Of course, added Sinn, help is also needed by Italy but it is clear that the interests to be protected are first and foremost German, from his point of view: “I am thinking of the huge Target debt contracted by the Italians of 400 billion euros: if Italy were not to pay, one third would be paid by Germany ". 

For this reason the economist has proposed a donation of 20 billion euros to Italy, because “we must help our Italian friends, but openly and honestly and not pretend that the EU is doing it, but if we do, they are the our money and our free choice. " The border between solidarity and charity here is blurred, what worries us most "are these automatisms that are gradually redistributing large amounts of money through the ECB, which is not authorized to do what it is doing".

A few days ago Italy, through Prime Minister Giuseppe Conte, made official the request by Rome through the Financial Times to resort to the State-Saving Fund but, specifying, without any form of conditionality. The resources should be used exclusively for the health and economic emergency. It would therefore be a new tool, since there is nothing in the ESM "toolkit" that does not provide for more or less stringent forms of conditionality. 
According to the Council of Wise Men of the German Government (today made up of only three out of five members: Isabel Schnabel was also part of it until 2019, today on the ECB Executive Committee), however, there are no alternatives to resorting to the Mes with its constraints.

"The countries currently affected by the crisis should submit a request for assistance to the European stability mechanism" which could grant credit lines to countries that request it "but would be tied to conditionalities," he said a few days ago to the German financial newspaper Handelsblatt Volker Wieland, member of the Expert Council. "This would then allow the European Central Bank to purchase government bonds from individual countries through the OMT." 

An unused program which, as is well known, allows Eurotower to purchase unlimited government bonds from a country that is no longer able to finance itself on the markets. And, as is well known, it is subject to the signature by the State concerned of a Memorandum with the fund led by the German Klaus Regling, the ESM precisely.

Even the President of the Council of Wise Men Lars Feld believes that the Mes is the most appropriate tool: interviewed by the FAZ a week ago, referring to the possibility for Italy to no longer be able to finance itself, said that "there is aid from the ESM and the Frankfurt Omt program. If Italy were to get into trouble, it would have to request a State-Savings Fund program linked to conditions and reforms. "

Berlin, for its part, today approved a "historic" package of measures. Finance Minister Scholz expects "at least 5%" GDP contraction for 2020. According to the Bundesbank, the German Central Bank, there is "unprecedented uncertainty" and it is "inevitable" that Germany will sink into a severe recession. For this reason, Angela Merkel's cabinet has given the go-ahead to the "fund for the stabilization of the economy", consisting of 600 billion euros and with 400 billion credit guarantees. 
Another 100 billion are made available to guarantee liquidity to companies overwhelmed by the coronavirus crisis. A further 100 billion are allocated to the credit fund for reconstruction (KfW). For the first time, the government plan foresees a deficit of 156 billion euros. Thus the "debt brake", anchored to the German Constitution, is suspended: since 2014 the government was able to pass budget laws without debt.

The response to the Coronavirus emergency was considered, and with good reason, "historic" for the size of the intervention. It is clear to everyone that it was possible to prepare it in record time because of a public debt of less than 60% of GDP. For this reason, it is not surprising that the German measures are on a different scale than those announced by Italy, France and Spain. 

EU governments immediately moved to prepare for the arrival of the recession announced in an isolated and uncoordinated manner, postponing talks on a common eurozone response to this week. Because, as never hidden by Eurotower, it is clear that this time the ECB's weapons (among those currently available) are likely not to suffice.

According to the German economic gotha, the existing instruments are already sufficient to face an economic crisis and possibly even sovereign debt, should it move to government bonds: "The SSF can be used," said Clemens Fuest, current IFO president. "It is a tool to be carefully evaluated", but at present "its use can be justified by the situation". 
How it works has already been said: "If a country requests the assistance of the Mes, the ECB can buy government bonds from that country in unlimited quantities". But only under certain conditions. It is admitted and not granted that the ESM can be enough to counteract a crisis of which nobody has understood the real extent.

Saturday, March 21

COVID19- ROTTURA DI COGLIONI:" MEDIA, PROF E POLITICI"


La "pandemia" del COVID-19 è principalmente progettata per potenziare l'élite al potere MONDIALE e promuovere la sua portata AUTORITARIA-REPRESSIVA. Lo strumento principale è l'innata paura umana della morte e di questa paura è  notevolmente strumentalizzata e amplificata dai media di propaganda corporativa bancaria.


Il tasso di mortalità del COVID-19 finora è RIDICOLO RISPETTO ALLE MORTI PRECEDENTI DELLE PANDEMIE DELL'ULTIMO SECOLO, anche se il governo e i suoi media-vassalli, promettono che il numero dei morti aumenterà precipitosamente e che l'unica opzione sia quella di "appiattire la curva" imponendo mandati mega-autoritari, inclusa l'imposizione della legge marziale, come è ora -UNICO CASO IN EUROPA!
Lo stato ha il monopolio della coercizione. Prossimamente, della violenza. Fino ad ora ha dimostrato -come sempre e ripetutamente nel corso della storia- che il suo primo riflesso durante qualsiasi crisi, vuoi virale o inventata, è quella di richiedere l'obbedienza delle masse oppure ne subiranno le conseguenze: arresto, multe, incarcerazione, persino, la morte per ISOLAMENTO CHIUSI IN CASA PER MESI ANCORA A VENIRE


Per il governo di peones, è inammissibile andare in giro e vivere la nostra vita normalmente ma con profonde precauzioni prodotte dalla intelligenza. Paure che in questi giorni circolano anche nel resto del mondo. Persino in alcuni Stati dell' Europa Occidentale, altri bastioni della mentalità liberale che presto cadrà!

Oltre a promuovere il governo autoritario, lo stato italiano e i suoi VERI PROPRIETARI, i banchieri e le società transnazionali e multiproduttive, sono determinati a abbattere un'economia già malata dagli anni "80 grazie a Carlo Azeglio Ciampi e al divorzio tra Banca d'Italia e Ministero del Tesoro, perdendo 30.000 miliardi di lire in Borsa -in un giorno-. 


Infine, IL DISTRUTTORE DELLA SANITA' PUBBLICA ITALIANA con cui l’Osservatorio Gimbe ha calcolato in 37 i miliardi di de-finanziamento al Sistema Sanitario Nazionale. Responsabilità che hanno nomi e cognomi: dalla lettera di Draghi-Trichet all’avvento del famigerato Andrea Monti (Goldman und Sachs) e poi altri governi d'incapaci -fino a questo surreale governo Frankstein; nessuno CAPACE DI INVERTIRE LA TENDENZA DEL SUICIDIO DELLA SANITA' PUBBLICA ITALIANA.  

In questo modo, ora, I BANCHIERI E I LORO PULCINI possono riconfigurare le economie MONDIALI e infine stabilire un piano "globalista" per un governo mondiale centralizzato (ricerca di  "governance globale"). 

Questo piano dall'alto verso il basso viene venduto dai media come uno sforzo del governiccolo di terroni affinchè per realizzare sistemi di pace, sicurezza, giustizia, economia, debiti e mediazione globale, CI INDUCONO A CREDERE CHE STANNO SALVANDO L'ITALIA  DAL COVIN-19. AL CONTRARIO, SIAMO NOI CHE DOVREMMO SALVARCI DA LORO E, COSI I NOSTRI FIGLI, I NOSTRI NIPOTI.... DALLE ZANNE MILLENARIE DI BANCHE DI USURAI! 

Ricordo le osservazioni di Henry Kissinger a seguito delle precedenti epidemie/pandemie in CINA. Questo criminale di guerra davanti ai suoi Bancari sionisti FACENTI PARTE delle famiglie Rothschild, Rockefeller, Goldman, Saacks, SAI Agnelli, Metzler, Morgan, Paul Singer et cetera et cetera; dichiarò che: in caso di una bella crisi appropriata, il popolo correrà dallo stato e gli chiederà urlando di esserne protetto. Sempre più spesso, come bambini indifesi, si aspettano e chiedono allo stato non solo di proteggerli, ma anche di donargli ogni sorta di prelibatezze gratuite a spese degli altri coglioni.

Questo è il modo REALE con cui alcuni milioni di italiani guardano unicamente al loro governo di peones transfughi del fu M5S e del fu PD, Giuseppi come un papà benefico e magnificente nei congiuntivi si prenderà cura di tutti i loro bisogni -senza più fare un cazzo e aspettando istruzioni da Macron e Merkel.


Quello Strauss che credeva che il mondo avesse bisogno di una classe illuminata di sovrani modellata sulla Repubblica di Platone. 

Shadia Drury, professore di teoria politica all'Università della Regina nel Saskatchewan, scrisse durante il regno dei neo-con dei Bush: Gli antichi filosofi che Strauss amava di più credevano che le masse non lavate non fossero le più adatte a non conoscere la verità né la libertà, e che dare loro un benessere piccolo o sublime; sarebbe come lanciare perle davanti ai maiali. 

Contrariamente ai moderni pensatori politici, gli antichi negavano l'esistenza di un diritto naturale alla libertà. Gli esseri umani non sono nati né per essere liberi, né per essere uguali. La condizione umana naturale, sostenevano, NON E' QUELLA DELLA LIBERTA', MA QUELLA DELLA SUBORDINAZIONE!! Credo, proprio, vedendo quest'Italia ferita, che Strauss avesse proprio ragione nel pensarlo.

QUESTO E' IL FINE DELLA CRISI MONDIALE CHIAMATA "PANDEMIA DEL COVIN-19"; CIOE', COME SUBORDINARSI AGLI STATI-BANCHIERI, DA PARTE DI UNO O PIU' POPOLI PER FARSI PERSEGUIRE DA NUOVI DIKTAT AUTORITARI, SENZA PIU' DOMANDE, LAMENTELE O RESISTENZE DEL CAZZO!!



Fonti:
.-Soros Plays Both Ends in Syria Refugee Chaos - 31 December 2015
.-About That ISIS Plan to Attack Munich… - 4 January 2016
.-Do We Need the Fed? - 21 December 2015
.-Obama Administration Fights To Withhold Over 2,000 Photos Of Alleged US Torture and Abuse - 18 December 2015
.-Enough Already! It’s Time To Send The Despicable House Of Saud To The Dustbin Of History - 6 January 2016

Saturday, February 29

GIORNALISTI COMPRATI DA DECENNI

Il 13 gennaio 2017, è morto Udo Ulfkotte.A causa di un infarto cardiaco, apparentemente, sebbene l’immediata cremazione del corpo e l’assenza di un’autopsia non mancheranno di alimentare, proprio per lui che è sempre stato descritto come un teorico della cospirazione, gravi dubbi sulle reali cause della sua morte. 

Nato nel 1960 a Lippstadt in Vestfalia studiò diritto e scienze politiche all’Università di Friburgo dove ottenne il dottorato di ricerca con una dissertazione sulla politica americana e sovietica nel Medio Oriente

Nel 1986 entrò alla redazione della Frankfurter Allgemeine Zeitung (FAZ) dove fu per anni corrispondente dall’estero ed acquisì una profonda conoscenza di decine di Paesi, specie in Medio Oriente. 

In quegli anni, così riferì lo stesso Udo Ulfkotte in un’intervista a Russia Today e nel suo recente libro dedicato al tema, egli partecipò a un diffuso sistema di corruttela dei giornalisti tedeschi,indotti da prebende e pressioni a diffondere notizie la cui finalità non era tanto quella di raccontare la verità, quanto quella…di Alessandro Fusillo

Wednesday, November 28

CONDEMN ZIONISM OR BE COMPLICIT IN 3th WORLD WAR

This is a chapter-by-chapter analysis and documentation of the power of Israel via the Israeli, Jewish or Pro-Zionist Lobby on US Middle East policy. 

It raises serious questions as to the primary beneficiary of US policy, and its destructive results for the United States. The extraordinary extent of US political, economic, military and diplomatic support for the state of Israel is explored, along with the means whereby such support is generated and consolidated. Contending that Zionist power in America ensured unconditional US backing for Israeli colonization of Palestine and its massive uprooting of Palestinians, it views the interests of Israel rather than those of Big Oil as the primary cause of the disastrous US wars against Iraq and threats of war against Iran and Syria. It demonstrates and condemns US imitation of Israeli practice as it relates to conduct of the war on terrorism and torture. It sheds light on the AIPAC spying scandal and other Israeli espionage against America; the fraudulent and complicit role of America’s academic “terrorist experts-in furthering criminal government policies, and the orchestration of the Danish cartoons to foment antipathy between Muslims and the West. It questions the inability in America to sustain or even formulate a discourse related to the subject of Israeli influence on the United States. It calls for a review of American Mid East policy with a view to reclaiming US independence of action based upon enlightened self-interest and progressive principles.
https://www.scribd.com/book/257718430/The-Power-of-Israel-in-the-United-States

Friday, October 26

UNIONE EUROPEA: "INVENZIONE SIONISTA DEL XX SECOLO"

Il B'NAI B'RITH: usa Bruxelles come un tassello del nuovo ordine mondiale. Oggi si puntella l'euro sul baratro del collasso fomentando la guerra in Ucraina e richiamando all'ordine una riottosa Germania. In Europa l'impero americano gioca il tutto per tutto. Il B'NAI B'RITH epicentro del Sionismo, NEMICO del popolo ebraico, poi, creò il Progetto degli Stati Uniti d'Europa: origine anglo-americana dell'integrazione continentale e della moneta unica. 

Oggi i suoi discendenti nel B'nai B'Rith hanno progettato e creato l'Unione Europea, come testa di ponte statunitense sul continente euroasiatico. La necessità di salvare l'euro ad ogni costo: guerra in Ucraina compresa. L'aspirazione all'unità del continente ricorre ciclicamente dalla dissoluzione dell'impero romano, ma l'attuale piano di integrazione europea è eterodiretto sin dall'origine dall'E'lite delle FAMIGLIE finanaziarie del fine XX Secolo, successivamente, gli eredi banchieri, piazzarono a Bruxelles, cuore dell'Europa persa con Hitler, un tassello del nuovo ordine mondiale. Oggi si puntella l'euro sul baratro del collasso fomentando la guerra in Ucraina e richiamando all'ordine una riottosa Germania. In Europa l'impero americano gioca il tutto per tutto. Kalergi Plan

CITAZIONI BIBLICHE CELEBRI 

Prendere tu non l'usura di lui, o di aumento ma temi il tuo Dio; che tuo fratello possa vivere presso di te. Tu non lo darai il tuo denaro a interesse, né gli prestano tuoi viveri per ricavarne.
(Levitico 25: 36-37)
E questo [è] la modalità di emissione: Ogni creditore che dà in prestito [dovrebbero] al suo prossimo svincola [it]; egli non esigere [it] del suo vicino, o di suo fratello; perché è chiamato liberazione dell'Eterno.
(Deuteronomio 15: 2)
Tu non prestare a interesse al tuo fratello;l'usura di denaro, l'usura di viveri, l'usura di qualsiasi cosa che si presta a interesse:
(Deuteronomio 23:19)
Poi ho consultato con me stesso, e mi sgridò i nobili, i magistrati, e dissi loro: Voi l'usura esatto, ognuno di suo fratello. E ho impostato una grande assemblea contro di loro.
(Neemia 5: 7)
Parimenti, [e] i miei fratelli ei miei servi, abbiamo dato loro in denaro e mais: ti prego, lasciamo fuori questo usura.
(Neemia 5:10)
[Chi] mi metterà non per il suo denaro a usura e non accetta contro gli innocenti. Chi fa queste cose [] non vacilli.
(Salmi 15: 5)
Il ricco signoreggia sui poveri, e il servo mutuatario [è] per il creditore.
(Proverbi 22: 7)
Meglio [è] il povero che cammina nella sua rettitudine, di [chi è] perverso [sue] vie, anche se [sia] ricco. Chi osserva la legge [è] un figlio saggio: ma chi è un compagno di riottosi [uomini] shameth suo padre. Colui che per l'usura e guadagno ingiusto accresce i suoi beni, lo accumula per chi ha pietà dei poveri.Se uno volge altrove gli orecchi per non ascoltare la legge, anche la sua preghiera [sarà] abominio.
(Proverbi 28: 6-9)
Guai a me, mia madre, che mi hai partorito un uomo di lotta e un uomo di contesa per tutta la terra! Ho né prestato a interesse, né gli uomini hanno prestato a me in materia di usura; [Ancora] ogni uno di lo punisca me maledizione.
(Geremia 15:10)
Egli [che] non ha dato via a interesse, né ha tolto ogni aumento, [che] s'è ritirato la mano, iniquità, s'è realizzato vero giudizio tra uomo e uomo, s'è seguito le stature, e ha tenuto i miei giudizi, per affrontare veramente; egli [è] semplicemente, egli vivrà, dice il Signore Iddio.
(Ezechiele 18: 8-9)
[Chi] hath dato via a interesse, e s'è preso aumento: vivrà egli? Egli non vivrà: egli ha commesso tutte queste abominazioni; perché deve morire; il suo sangue ricadrà su di lui.
(Ezechiele 18:13)
[Chi] ha tolto la mano dal povero, [che] non s'è ricevuto interesse né usura, s'è eseguito i miei giudizi, s'è camminato secondo le mie leggi; egli non morirà per l'iniquità del padre, egli vivrà.
(Ezechiele 18:17)
In te si ricevono doni per spargere il sangue;tu hai presa usura e aumentare, e tu hai trai guadagno prossimo con la violenza, e dimentichi me, dice il Signore Iddio.
(Ezechiele 22:12)
DAL NUOVO TESTAMENTO
E Gesù entrò nel tempio di Dio, e cacciò fuori tutti coloro che vendevano e comperavano nel tempio, e rovesciò i tavoli dei cambiavalute e le sedie de 'venditori di colombi,
(Matteo 21:12)
E vengono a Gerusalemme: e Gesù entrò nel tempio, e hanno cominciato a scacciare coloro che vendevano e comperavano nel tempio, e rovesciò i tavoli dei cambiavalute e le sedie de 'venditori di colombi;
(Marco 11:15)
 DALLA LETTERATURA
- “…io credo sinceramente, come voi, che le istituzioni bancarie siano più pericolose di un esercito in campo…” (Thomas Jefferson – lettera a John Adams )

- “Da queste due, se tu ti rechi a mente | lo Genesì dal principio, convene | prender sua vita e avanzar la gente | e perché l'usuriere altra via tene, | per sé natura e per la sua seguace | dispregia, poi ch'in altro pon la spene". (Dante Alighieri, Divina Commedia)

- “Dallo stato caotico dell’economia il genio SIONISTA sviluppò il sistema del capitalismo organizzato, grazie allo strumento più efficace: il sistema bancario.” ( "Henry Ford – L’Ebreo Americano” ) del 10 Settembre 1920.

 - “La razza, nel sionismo, è lungi dall’essere un puro dato biologico e antropologico. La razza è la Legge. Questa, intesa come una forza formatrice dall’interno e in un certo senso perfino dall’alto, nel sionista, fa tutt’uno con quella.” ( Giovanni Preziosi – “Dieci punti fondamentali del problema ebraico” – 15 Agosto 1937 – da “Come il Giudaismo ha preparato la prima guerra mondiale” – ediz. “Tumminelli – Roma 1939 )


E’ sufficiente sostituire il termine “guerra” con “usura bancaria” o “deflazione programmata” e la frase è facilmente riconducibile alla situazione italiana attuale. Invece questa affermazione è stata concepita nel 1944. 

Bruciava e brucia, ancora, sulla pelle degli europei la catastrofe dalla Seconda Guerra mondiale. Ma c’è chi, senza salire sul carro del vincitore, riesce ad analizzare il conflitto, lontano da retorica e ipocrisia. Uno di questi, uno dei pochi è stato: "Ezra Pound".

Ezra Weston Loomis Pound nasce ad Hailey nel 1885, compie i suoi studi alla Cheltenham High School, allo Hamilton College di Clinton e all’Università di Pennsylvania. Nel 1908 lascia gli Stati Uniti per raggiungere l’Europa e frequenta i circoli degli intellettuali di Gibilterra, Venezia, Londra. 

Nel 1920 abbandona la conservatrice Londra per raggiungere Parigi, palcoscenico per i movimenti di avanguardia culturale dove frequenta personalità del calibro di Francis Picabia, Ernest Hemingway, Pablo Picasso, Erik Satie e James Joyce. Nel 1924 si stabilisce definitivamente a Rapallo, in Italia, stanco dell’atmosfera urbana parigina

Ed è proprio in Italia che inizia la storia dolorosa e turbinosa del poeta americano. Negli anni precedenti la Prima Guerra Mondiale, a Londra, Ezra Pound aveva maturato una personale e complessa visione del mondo e della società, riconoscendo le forti criticità del sistema e della dottrina capitalista, così come quella marxista. 

Fu proprio questa sua convinzione che lo spinse a esprimere apprezzamento per i provvedimenti sociali del regime fascista di Mussolini in favore dei lavoratori, le opere pubbliche e la ricerca di una politica alternativa al liberismo, in cui Pound riconosceva la principale causa delle diseguaglianze sociali.

E proprio in Italia approfondisce lo studio di una nuova dottrina economica e sociale sintetizzata in saggi pubblicati sia in lingua italiana che inglese, come ‘Abc of Economics’; ‘What is Money for?’; ‘Lavoro e Usura’. Questi testi sottolineano lo spirito poliedrico di Ezra Pound, poeta, sociologo e attento osservatore della società. 

Lavoro e Usura’, pubblicato nel 1954, viene scritto verso la fine della Seconda Guerra Mondiale e rappresenta una lucida analisi delle cause e dello svolgimento di uno dei conflitti più sanguinari della storia dell’uomo. E questa onestà costerà cara a Ezra Pound, come vedremo. ‘Oro e Lavoro’, primo dei tre saggi di ‘Lavoro e Usura’, si apre con la visione onirica della Repubblica dell’Utopia, raggiunta per caso da Pound nel corso di una passeggiata lungo la Via Salaria a Roma. 

E’ una Repubblica ridente, equilibrata e onesta grazie alle leggi vigenti e all’istruzione ricevuta sin dai primi anni di scuola. Gli abitanti di Utopia attribuiscono la propria prosperità ad un singolare modo di riscuotere l’unica tassa che hanno, che ricade sulla moneta stessa: su ogni biglietto del valore di cento il primo giorno di ogni mese viene imposta una marca del valore di uno e “il governo, pagando le sue spese con moneta nuova, non ha mai bisogno di imporre imposte, e nessuno può tesorizzare questa moneta perché dopo cento mesi essa non avrebbe alcun valore. E così è risolto il problema della circolazione”.

Nella Repubblica dell’Utopia, i cittadini “non adorano la moneta come un dio, e non leccano le scarpe dei panciuti della borsa e dei sifilitici del mercato” perché la moneta viene riconosciuta come mero mezzo di scambio, senza cadere nell’erronea distorsione di riconoscerla come merce. Pensando alla situazione europea attuale è evidente il perenne errore della dottrina economica neoclassica (o neofeudale?) con cui non si riesce a instaurare un sistema economico funzionale all’economia reale. 

Secondo Ezra Pound la Repubblica dell’Utopia è un paese sano, libero dall’attività criminale dell’usura e dalle iniquità di borsa e finanza; i cittadini hanno creato una propria economia, funzionale ai propri bisogni e in cui è difficile rimanere abbindolati dalle distorsioni della finanza. 

Segue all’arguta metafora la descrizione della “Precisione del reato” in atto, Ezra Pound, parte addirittura dal 1694: viene fondato il Banco d’Inghilterra e lo stesso fondatore Paterson dichiarò chiaramente il vantaggio della sua trovata: la banca trae beneficio dell’interesse su tutto il denaro che crea dal niente. Ezra Pound chiama questa istituzione un’ “associazione a delinquere”. Paradossalmente è proprio nell’ultimo anno che la Banca d’Inghilterra ha ammesso che la moneta viene creata dal nulla. Così come allora, ciò succede oggi.

L’intellettuale americano ovviamente riconosce la funzione potenzialmente utile di banche e banchieri, essi forniscono una misura dei prezzi sul mercato e allo stesso tempo un mezzo di scambio utile alla nazione, “ma chi falsifica questa misura e questo mezzo: è reo.” 

Quindi è proprio il concetto di sovranità popolare e nazionale che viene sottolineato, evidenziando l’importanza di avere diretto controllo sul proprio credito e su una Banca Centrale nazionale e pubblica per scongiurare i rischi che derivano dal lasciare il proprio portafoglio ad un istituzione straniera non controllabile. 

Si può trovare facilmente un parallelismo con la situazione attuale: l’Italia, come gli altri stati federati europei, non ha gli strumenti per controllare un organo come la Banca Centrale Europea, di fatto una banca privata che eroga prestiti a debito.

Ezra Pound arriva quindi a delineare l’immenso potere dato in mano all’USUROCRAZIA. 

E proprio a questo punto che il poeta arriva a parlare della guerra. Le guerre vengono scatenate dall’Usurocrazia per mettere sotto il giogo del debito le nazioni sotto attacco finanziario. 

L’obbiettivo della finanza è costringere i debitori a rilasciare le proprietà attraverso la contrazione della circolazione monetaria. Questo è ciò che successe nel 1750 in Pennsylvania dove la Corona Inglese soppresse la carta moneta per stroncare un’economia che poteva diventare pericolosa per gli interessi del Regno Unito.

Ezra Pound nel programma radiofonico «Europe calling, Ezra Pound speaking», durante la guerra, sostenne che le colpe dello scoppio del conflitto non erano da imputare solamente a Mussolini e a Hitler ma anche agli speculatori della grande finanza che aveva interesse a far indebitare Italia e Germania. 

Ezra Pound, che nel 1933 viene ricevuto da Mussolini per esporre il proprio pensiero economico, afferma che la finanza internazionale si è infuriata venendo a conoscenza della mire italiane di raggiungere la sovranità economica, l’autarchia e di volersi sottrarre al grande ricatto del debito. Il poeta scrive a chiare lettere che “una nazione che non vuole indebitarsi fa rabbia agli usurai”.

Ma cosa è necessario affinché il ricatto dell’Usurocrazia vada in porto? Pound risponde che la colpa è da identificare nella nostra ignoranza. Un’ignoranza che deriva dalla disinformazione e dalla velleità della stampa, che è fondamentalmente controllata dalla stessa Usurocrazia. 

Viene citato l’odioso esempio degli advertisers, le grandi ditte e istituti finanziari che comprano pagine “pubblicitarie” nei giornali americani: “è idiota lasciare le fonti d’informazione della nazione nelle mani di privati irresponsabili, talvolta stranieri”. 

E quindi l’ignoranza e la velleità che permette la pratica dell’usura che altro non è che una tassa prelevata sul potere d’acquisto senza riguardo alla produttività e all’effettiva possibilità di produrre. Riguardo la pratica dell’usura Pound consiglia, ispirandosi al De Re Rustica di Catone, di avere la stessa opinione che potrebbe avere una vittima del suo assassino.

“L’usurocrazia (potere degli usurai, ndr) fa le guerre a serie. Le fa secondo un sistema prestabilito, con l’intenzione di creare debiti”. E’ sufficiente sostituire il termine “guerra” con “speculazione” o “deflazione programmata” e la frase è facilmente riconducibile alla situazione italiana attuale. 

Invece questa affermazione è stata concepita nel 1944. Bruciava ancora sulla pelle degli europei la catastrofe dalla Seconda Guerra mondiale e l’orrore nazifascista. Ma c’è chi, senza salire sul carro del vincitore, riesce ad analizzare il conflitto, lontano da retorica e ipocrisia. Uno dei pochi è Ezra Pound.

Per sottolineare il carattere di libero pensatore del poeta americano, egli si espresse anche duramente circa l’antisemitismo che caratterizzava il regime fascista e nazista. Egli dichiarava fosse inutile e ingenuo far ricadere le colpe sul popolo ebraico, e che si dovesse invece indirizzare la lotta contro l’USURUCRAZIA SIONISTA E LA SUA FINANZA, LORO, IL VERO NEMICO, CHE NON HA MAI AVUTO RAZZA.

Ma Ezra Pound pagò cara questa sua onestà intellettuale da uomo e pensatore radicalmente libero. Il poeta fu prelevato dalla sua casa a Rapallo da un commando partigiano e consegnato agli Alleati.

La notte tra il 15 e 16 novembre 1945, all’uscita del campo di concentramento del Disciplinary Training Camp di Pisa, in una jeep scoperta americana veniva trasportato Ezra Pound, anziano e malconcio prigioniero ammanettato. 

Indebolito e stordito dai molti mesi di carcere duro, rinchiuso in una gabbia all’aperto, esposto al sole e alla pioggia, il poeta era atteso a Roma da un volo speciale che, dopo trenta ore di volo e un paio di scali, giunse a Washington. Qui l’aspettavano un processo per alto tradimento, il rischio della condanna a morte, la diffamazione, infine 13 lunghi anni di internamento nel manicomio criminale di St. Elisabeth.

Così finisce il sogno della Repubblica dell’Utopia di Ezra Pound; diffamato allora da chi per convenienza salì sul carro del vincitore e oggi da chi rimane accecato dall’ipocrisia ideologica.

Oggi le sue parole a noi suonano come la profezia del disastro a cui stiamo assistendo: “Con usura nessuno ha una solida casa di pietra squadrata e liscia”; lascia la sua pesante eredità intellettuale a noi, incapaci di scrivere sopra il portone del nostro Campidoglio “il tesoro di una nazione è la sua onestà”.

(Fonti: “Lavoro ed Usura”, Ezra Pound (1953) e “Canti Pisani”, Ezra Pound consultabili all’archivio Nello Quilici e alla Biblioteca Ariostea)

THE ZIONISM AFTER 70 YEARS OF ABUSE AND RACISM

What is the matter with the Palestine solidarity movement? Since 1948 (and before that, even) the Palestinians have been viciously abused and dispossessed while the perpetrators and their supporters, including unprincipled politicians of the Western powers, have continually played the anti-Semitism card.

Lately, bemused spectators were bored witless by the long and ludicrous propaganda campaign to vilify Jeremy Corbyn, bully the Labour Party into making the International Holocaust Remembrance Alliance (IHRA) definition of anti-Semitism a cornerstone of their code of conduct and stifle discussion of Israel’s crimes against the Palestinian people. The expected riposte never came.

Jewish Voice For Labour, of all people, have now stepped in and struck back with a useful looking definition of anti-Palestinian racism which they describe as “hatred towards or prejudice against Palestinians as Palestinians”. In a document faintly mocking the pronouncements on anti-Semitism, they suggest that manifestations of anti-Palestinian racism might include the denial of Palestinian rights to a state of Palestine as recognised by over 130 member countries of the United Nations and blaming Palestinians themselves for their plight under brutal military occupation and lock-down. Here’s how they put it:

Contemporary examples of anti-Palestinian racism in public life, the media, schools, the workplace, and in the religious sphere could, taking into account the overall context, include, but are not limited to:

1. Denying the Palestinian people their right to self-determination and nationhood, or actively conspiring to prevent the exercise of this right.

2. Denial that Israel is in breach of international law in its continued occupation of Gaza, the West Bank and East Jerusalem.

3. Denial that Israel is an apartheid state according to the definition of the International Convention on Apartheid.

4. Denial of the expulsion of 750,000 Palestinians during the 1948 Nakba and of their right, and the right of their descendants, to return to their homeland.

5. Denial that Palestinians have lived in what is now the land of Israel for hundreds of years and have their own distinctive national identity and culture.

6. Denial that the laws and policies which discriminate against Palestinian citizens of Israel (such as the recently passed Nation-State Law) are inherently racist.

7. Denial that there is widespread discrimination against Palestinians in Israel and the occupied territories in matters of employment, housing, justice, education, water supply, etc, etc.

8. Tolerating the killing or harming of Palestinians by violent settlers in the name of an extremist view of religion.

9. Making mendacious, dehumanising, demonising, or stereotypical allegations about Palestinians – such as, especially but not exclusively, the myth of a Palestinian conspiracy to wipe Israel off the map.

10. Justifying the collective punishment of Palestinians (prohibited under the Geneva Convention) in response to the acts of individuals or groups.

11. Accusing the Palestinians as a people of encouraging the holocaust.

I am not sure how Palestinians, as genuine Semites living there for thousands of years, will react to No.5 which claims their homeland is “now the land of Israel”. Despite being illegally occupied by an apartheid entity most of whose members have no ancestral links to the ancient “land of Israel”, it is still Palestine.

For decades activists have been telling the Israel lobby to look in the mirror and address their own racial hatred towards the Palestinians. You must truly hate people to deny them their freedom and even their right to return to their homes and livelihoods. Why has it taken so long for such a simple and obvious weapon to be produced? Doesn’t it make you wonder about the true agenda of those in charge of Palestine solidarity? And why is it left to a group of Jews (bless ’em) to do it?

The question now is how best to deliver this somewhat delayed riposte. It might have been most effective while the iron was hot, at the height of the anti-Semitism witch-hunt and media onslaught. Many activists wanted Corbyn to turn on his tormentors and tell them to mend their own vile attitude towards Palestinian Arabs before daring to smear others with accusations of anti-Semitism.

On the other hand, it will benefit from careful honing, cool planning and the massing of pro-Palestinian support to make the hit really count.

For reasons we know only too well, our politicians won’t adopt it as eagerly as they embraced the IHRA’s definition of anti-Semitism. But it is at least a starting point in the fight-back, especially if deployed by a coalition of genuine pro-Palestine groups and the BDS movement as the centrepiece of a new, high-octane strategy.

Lies, damned lies…
Meanwhile, I hope all those who allowed themselves to be suckered by the ZIONIST U.S.LOBBY will hang their heads in shame when they read this report by the Media Reform Coalition: Labour, Antisemitism and the News – A disinformation paradigm. The Executive summary says that an analysis of over 250 articles and news segments from the largest UK news providers (online and television) showed:

 29 examples of false statements or claims, several of them made by anchors or correspondents themselves, six of them surfacing on BBC television news programmes, and eight on The Guardian.com

A further 66 clear instances of misleading or distorted coverage including misquotations, reliance on single source accounts, omission of essential facts or right of reply, and repeated assumptions made by broadcasters without evidence or qualification. In total, a quarter of the sample contained at least one documented inaccuracy or distortion.
Overwhelming source imbalance, especially on television news where voices critical of Labour’s code of conduct were regularly given an unchallenged and exclusive platform, outnumbering those defending Labour by nearly 4 to 1.

In all, there were 95 clear-cut examples of misleading or inaccurate reporting on mainstream television and online news platforms, with a quarter of the total sample containing at least one such example. On TV two thirds of the news segments contained at least one reporting error or substantive distortion.

The report points to “a persistent subversion of conventional news values”. Furthermore, coverage of Labour’s revised code of conduct during the summer of 2018 often omitted critical discussion of the “working definition” of anti-Semitism promoted by the IHRA and wrongly described it as universally adopted. It says:

We established through background case research that although the IHRA is an international body with representatives from 31 countries, only six of those countries have, to date, formally adopted the definition themselves.

In spite of a call for local authorities to adopt the definition by the UK’s central government in early 2017, less than a third of councils have responded and several of those have chosen not to include any of the controversial examples contained within the working definition.

Several high-profile bodies have rejected or distanced themselves from the working definition, including the EU’s Fundamental Rights Agency (a successor to the body that drafted the original wording on which the definition is based) and academic institutions, including the London School of Economics and the School of Oriental and African Studies.

Mainstream academic and legal opinion has been overwhelmingly critical of the IHRA definition, including formal opinions produced by three senior UK barristers and one former appeals court judge. Virtually none of this essential context found its way into news reports of the controversy. Instead, the Labour Party was routinely portrayed by both sources and correspondents as beyond the pale of conventional thinking on the IHRA definition.”

Which all goes to show that Britain’s mainstream media has a hill to climb to get back its self-respect.

By Stuart Littlewood

Saturday, July 28

1991-2011 FASCISMO-ECONOMICO OVVERO BUGIE E SANGUE

Guai se la denuncia del nazi-fascismo, risuonata nel 70° anniversario della liberazione di Auschwitz, servisse a depistare l’opinione pubblica dall’altro più pericoloso FASCISCMO quello ECONOMICO, fondato, principalmente, sulla menzogna che giustifica i peggiori atti, terminando in sistematiche aggressioni a POPOLI E CULTURE, AUTOCTONE, DEL MONDO INTERO

Per esempio la Jugoslavia, rasa al suolo dopo la decisione della Germania, assieme al Vaticano (1991) di riconoscere i separatisti, cattolici, sloveni e croati: inaccettabile, per la nascente EUROZONA, la sopravvivenza di un grande Stato, multi-etnico, come la JUGOSLAVIA  e, con l’economia interamente in mani pubbliche. 

Per esempio la Libia, di Muhamar Gheddafi, travolta dopo una sua  decisione di costituire una Banca Centrale africana con  un'unica moneta in oro, alternativa al dollaro. 

E avanti così, dalla Siria all’Ucraina, fino alle contorsioni terrificanti del cosiddetto ISIS, fondato sulle unità di guerriglia addestrate dall’Occidente in Libia contro Gheddafi, poi smistate in Siria contro Assad e quindi dirottate in Iraq. Possiamo chiamarlo come vogliamo, dice John Pilger, ma è sempre fascismo-economico


«Se gli Stati Uniti e i loro vassalli non avessero iniziato la loro guerra di aggressione in Iraq nel 2003, quasi un milione di persone oggi sarebbero vive, e lo Stato Islamico non ci avrebbe fatto assistere alle sue atrocità», scrive Pilger in una riflessione ripresa dal “Come Don Chisciotte”. 


Se gli USA avessero esitato, disse Obama, la città di Bengasi «avrebbe potuto subire un massacro che avrebbe macchiato la coscienza del mondo». Peccato che Bengasi non sia mai stata minacciata da nessuno: «Era un’invenzione delle milizie SCIITE-islamiche che stavano per essere sconfitte dalle forze governative libiche».

I nuovi “mostri” sono «la progenie del fascismo-economico moderno, svezzato dalle bombe, dai bagni di sangue e dalle menzogne, che sono il teatro surreale conosciuto col nome di “informazione”». Infatti, «come durante il fascismo-economico degli anni ‘30 e ‘40, le grandi menzogne vengono trasmesse con la precisione di un metronomo grazie agli onnipresenti, ripetitivi media e la loro velenosa censura per omissione». 

In Libia, nel 2011 la NATO ha effettuato 9.700 attacchi aerei, più di un terzo dei quali mirato ad obiettivi civili, con strage di bambini. Bombe all’uranio impoverito, sganciate su Misurata e Sirte, bombardate a tappeto. Il massacro di Ghedaffi in diretta mondiale, da parte degli uomini del DGSE, mischiati tra la folla, «è stato giustificato con la solita grande menzogna: Ghedaffi stava progettando il “genocidio” del suo popolo». Al posto della verità: Ghedaffi stava denunciando Nicholas Sarkozy per corruzione

L'insignificante Barak Obama, premio Nobel per la pace disse che se gli USA, non fossere intervenuti immadiatamente, la città di Bengasi «avrebbe potuto subire un massacro che avrebbe macchiato la coscienza del mondo» 

Paradossalmente, avvene un ALTRO tragico fatto:" il, prevedibile, massacro dell'ambasciatore statunitense Chris Stevens e della sua scorta a Bengazi sotto la totale INERZIA della Casa Bianca e del Dipartimento di Stato. 

Peccato per il povero Stevens, ma Bengasi non è mai stata minacciata da nessuno: «Era una INFAME invenzione delle milizie islamiche sciite libiche che stavano per essere sopraffatte e sconfitte dalle forze governative tripolitane». Le milizie, aggiunge Pilger, dissero alla “Reuters” che ci sarebbe stato «un vero e proprio bagno di sangue, un massacro come quello accaduto in Ruanda». 

La menzogna, segnalata il 14 marzo 2011, ha fornito la prima scintilla all’inferno della NATO, definito da David Cameron come «intervento umanitario». Molti dei “ribelli” sciiti, segretamente armati e addestrati dalle SAS britanniche, sarebbero poi diventati ISIS, decapitatori di “infedeli”. 

In realtà, per Obama, Cameron e Sarkozy – scrive Pilger – il vero crimine di Gheddafi, come prima anticipato, fù l'imminente indipendenza economica della Libia dal franco francese e dal dollaro USA e la sua dichiarata intenzione di smettere di vendere in dollari USA le più grandi riserve di petrolio dell’Africa, minacciando così il petrodollaro, che è «un pilastro del potere imperiale MONDIALE DO CONTROLLO americano». 

«Era l’idea stessa ad essere intollerabile per gli Stati Uniti, che si preparavano ad “entrare” in Africa -gia nel 1999, corrompendo i governi africani con offerte di Clinton e Blair-collaborazione-militare».

Così, “liberata” la Libia, Obama «ha confiscato 30 miliardi di dollari dalla banca centrale libica, che Gheddafi aveva stanziato per la creazione di una banca centrale africana e per il dinaro africano, valuta basata sull’oro».

La “guerra umanitaria” contro la Libia aveva un modello vicino ai cuori liberali occidentali, soprattutto nei media, continua Pilger, ricordando che, nel 1999, Bill Clinton e Tony Blair inviarono la Nato a bombardare la Serbia, «perché, mentirono, affermando che i serbi stavano commettendo un “genocidio” contro l’etnia albanese della provincia secessionista del Kosovo»


Finiti i bombardamenti della NATO, con gran parte delle infrastrutture della Serbia in rovina – insieme a scuole, ospedali, monasteri e la televisione nazionale – le squadre internazionali di polizia scientifica scesero sul Kosovo per riesumare le prove del cosiddetto “olocausto”. L’FBI non riuscì a trovare una singola fossa comune e tornò a casa.

Il team spagnolo fece lo stesso, e chi li guidava dichiarò con rabbia che ci fu «una piroetta semantica delle macchine di propaganda di guerra». Un anno dopo, un tribunale delle Nazioni Unite sulla Jugoslavia svelò il conteggio finale dei morti: 2.788, cioè i combattenti su entrambi i lati, nonché i serbi e i rom uccisi dall'UCK. «Non c’era stato alcun genocidio.

L' "olocausto” jugoslavo è stato una menzogna».

L’attacco NATO era stato fraudolento, insiste Pilger, spiegando che «dietro la menzogna, c’era una seria motivazione: la Jugoslavia era un’indipendente federazione multietnica, unica nel suo genere, che fungeva da ponte politico ed economico durante la guerra fredda».

Attenzione: «La maggior parte dei suoi servizi e della sua grande produzione era di proprietà pubblica. Questo non era accettabile in una Comunità Europea in piena espansione, in particolare per la nuova Germania unita, che aveva iniziato a spingersi ad Est per accaparrarsi il suo “mercato naturale” nelle province jugoslave di Croazia e Slovenia». 

Sicché, «prima che  gli europei si riunissero a Maastricht nel 1991 a presentare i loro piani per la disastrosa Euro-Zona, un accordo segreto era stato approvato: la Germania avrebbe riconosciuto la Croazia». Quindi, «il destino della Jugoslavia era segnato».

La solita macchina stritolatrice: «A Washington, gli Stati Uniti si assicurarono che alla sofferente Pilger-economia jugoslava fossero negati prestiti dalla Banca Mondiale, mentre la NATO, allora una quasi defunta reliquia della guerra fredda, fu reinventata, CON PRONTEZZAcome tutore dell’ordine imperiale».

Nel 1999, durante una conferenza sulla “pace” in Kosovo a Rambouillet, in Francia, i serbi furono sottoposti alle tattiche ipocrite dei sopracitati tutori. «L’accordo di Rambouillet comprendeva un allegato B segreto, che la delegazione statunitense inserì all’ultimo momento».

La clausola esigeva che tutta la Jugoslavia – un paese con ricordi amari dell’occupazione nazista – fosse messa sotto occupazione militare, e che fosse attuata una “economia di libero mercato” con la privatizzazione di tutti i beni appartenenti al governo.

«Nessuno Stato sovrano avrebbe potuto firmare una cosa del genere», osserva Pilger. «La punizione fu rapida; le bombe della Nato caddero su di un paese indifeso. La pietra miliare delle catastrofi era stata posata

Seguirono le catastrofi dell’Afghanistan, poi dell’Iraq, della Libia, della Siria, e adesso dell’Ucraina. Dal 1945, più di un terzo dei membri delle Nazioni Unite – 69 paesi – hanno subito alcune o tutte le seguenti situazioni per mano del moderno fascismo-economico

Sono stati invasi decine e decine di governi, i loro legali rappresentanti rovesciati, i loro movimenti popolari soppressi, i risultati delle elezioni sovvertiti, la loro gente bombardata e le loro economie spogliate di ogni protezione, le loro società sottoposte a un assedio paralizzante noto come “sanzioni”. Lo storico britannico Mark Curtis stima il numero di morti in milioni

«Come giustificazione, in ogni singolo caso una grande, immensa, sporca menzogna è stata raccontata dalla centrale del fascismo-economico-mondiale.»